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Morto Igor Protti a 58 anni: cause, carriera, vita privata

A soli 58 anni si è spento Igor Protti, ex attaccante italiano, a causa di una malattia che lo affliggeva da un po’ di tempo: l’annuncio

Igor Protti è morto nella notte tra il 18 e il 19 giugno. Aveva 58 anni e da mesi aveva raccontato lui stesso la malattia. L’annuncio della famiglia, affidato ai social, ha fatto in poche ore il giro del calcio italiano, dai tifosi del Livorno agli ex compagni. Perché Protti non era stato solo un attaccante: era stato un capitano, un simbolo, un volto rimasto nel cuore di tanti anche fuori dal campo.

L’annuncio della famiglia e l’ultimo messaggio: “Questo viaggio è arrivato al fischio finale”

A dare la notizia della scomparsa di Igor Protti sono stati i familiari, con un post pubblicato in mattinata, poco dopo le 9. Poche righe, nette: “Con immenso dolore la famiglia comunica che Igor stanotte ci ha lasciati”. Nello stesso messaggio c’era anche il saluto che l’ex attaccante aveva voluto lasciare di persona: “Questo viaggio è arrivato al fischio finale”.

Una frase semplice, asciutta, che in pochi minuti è rimbalzata ovunque. L’hanno condivisa tifosi, ex colleghi, società. E in quelle parole molti hanno ritrovato il suo modo di essere: diretto, senza giri. Protti, nato nel 1967, aveva legato il suo nome soprattutto a piazze come Livorno e Bari, città dove il rapporto con la gente conta davvero. Per questo quel messaggio è suonato come un congedo voluto, profondamente suo.

La malattia e il cordoglio del mondo del calcio per una figura amata dentro e fuori dal campo

Nelle ultime settimane, anche attraverso i racconti vicini alla famiglia, era emerso che Protti lottava da tempo con un tumore al colon, poi esteso anche alle vertebre. La notizia della morte ha subito acceso una lunga scia di cordoglio. Messaggi, foto di repertorio, ricordi di stadi pieni e di una carriera che lo aveva portato a diventare capocannoniere della Serie A con il Bari nella stagione 1995-96.

Un traguardo che ancora oggi lo consegna a una pagina speciale del nostro calcio: quella dei centravanti capaci di lasciare il segno anche lontano dai riflettori più forti. A Livorno, dove era diventato una vera bandiera amaranto, i tifosi hanno cominciato a radunarsi e a lasciare messaggi di saluto.

Sui social, intanto, sono comparsi pensieri brevi, affettuosi, spesso ruvidi come sanno esserlo quelli più sinceri. “Uno di noi”, hanno scritto in tanti. Ed è forse questa l’immagine che resta più di tutte: Igor Protti ricordato non solo per i gol, ma per il modo in cui era riuscito a farsi voler bene, dentro il calcio e appena fuori.

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