Mugello

Max Mugelli sotto il nubigrafio alla 4 ore di Barcellona

Max Mugelli sotto il nubigrafio alla 4 ore di Barcellona

Max Mugelli non lo aveva mai visto in carriera, e nemmeno noi a memoria ricordiamo un caso simile: la 4 ore di Barcellona del campionato V de V inizia in regime di safety car a causa della pioggia torrenziale e finisce dopo oltre 3 ore con la safety car che non è mai rientrata ai box!!! La direzione gara ha dovuto addirittura fare alternare in pista due safety perché una non era sufficiente: la gara dunque non ha mai avuto un via ufficiale, ma il risultato viene considerato comunque valido (si è infatti disputato più del 75% di gara, anche se sempre in regime di safety car). La pista, a detta di tutti gli addetti ai lavori, era del tutto impraticabile: numerose vetture sono addirittura andate in aquaplaning ad andatura ridotta dietro la safety. Per rendere l’idea, i dati ufficiali forniti dalla Protezione Civile in collaborazione con l’Osservatorio Meteorologico Fabra parlano di 115 litri d’acqua per metro quadrato in meno i 24 ore: si tratta del marzo più piovoso di sempre dal 1913, anno in cui si sono iniziati a registrare i dati. Parlando di risultati sportivi, Max ha tagliato il traguardo in 22 posizione assoluta: nonostante la terza fila conquistata in qualifica, Max è dovuto partire dei box a causa di un problema elettrico in griglia. Dal fondo dello schieramento la coppia formata da Max Mugelli e Patrick Sarrailh, pur in costante regime di safety car, è risalita al ventiduesimo posto a causa di uscite di pista o problemi degli avversari. Max Mugelli “Mai in carriera ho visto una cosa simile! Sabato siamo stati letteralmente inondati d’acqua e disputare una gara in quelle condizioni era impossibile. In alcune curve vedevo addirittura scendere dei torrenti d’acqua in pista. Più volte ho pensato di perdere il controllo della vettura anche a 50 km/h, considerando anche il fatto che la Michelin non ha portato una gomma propriamente heavy wet. Inoltre il nuovo asfalto di Barcellona, che ha un grip notevolmente maggiore sull’asciutto rispetto al precedente, non è altrettanto drenante. Noi chiaramente ci siamo limitati a seguire la safety car per oltre tre ore fino a quando il direttore, una volta completato il 75% della gara per fare in modo che a termini di regolamento il risultato fosse considerato valido, ha esposto bandiera rossa e ha rimandato tutti e 33 le vetture partecipanti ai box (di cui 18 fantastici prototipi LMP3). È stato un vero peccato perché nelle qualifiche svolte sempre sul bagnato, finché sono stato in pista prima di cedere il volante a Patrick, ero in pole position e la macchina ci aveva dato buone sensazioni. Speriamo per lo meno che la prossima gara a Magny Cours si disputi sull’asciutto.”

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