Mugello

Martiri Padulivo. Lettera toccante in redazione, dopo le scuse giunte dalla Germania

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“Mi chiamo Sandro Galardi, nipote di una delle 15 vittime trucidate in quel nefasto 10 luglio 1944. Mio padre Luciano, deceduto nel 1992, era fratello minore di mio zio Aldo, che non ho conosciuto, essendo nato nel 1946. Sono quindi cugino fraterno di Gianna Galardi (nella foto mentre depone dei fiori al cippo, ndr), che all’epoca dell’eccidio aveva 2 anni. Purtroppo Gianna, in maniera improvvisa ed inaspettata, è scomparsa il 15 novembre scorso, lasciando figlia, nipotina e tutti noi nel più profondo sconforto. Abbiamo vissuto insieme nella stessa casa di Firenze, con i miei, sua madre rimasta vedova a 30 anni, ed i comuni nonni. abbiamo, pertanto, condiviso tutte le vicende familiari praticamente come fratelli. Negli anni ho sentito parlare i miei familiari del grave lutto che ci’aveva colpiti, ma mai senza udire rancore ed odio verso nessuno; il dolore era vissuto con estrema compostezza. Fu, purtroppo, solo uno degli effetti tragici di una guerra assurda che ha lasciato nel pianto tante madri, padri, figli, fratelli e vedove. Essendo l’unico Galardi rimasto, insieme a mia figlia, sento la necessità, anche a nome di mia cugina che credo avrebbe avuto piacere anche se dopo così tanti anni, di udire quelle parole di scusa da parte del figlio del Capitano Luley, comandante il plotone di esecuzione. IL sig. Luley, pur non avendone l’obbligo, ha sentito il dovere di chiedere scusa in nome del padre a tutti i familiari delle vittime, e questo gli rende onore, dimostrando una vera e concreta onestà intellettuale. Un ringraziamento particolare all’amico Aldo Giovannini per il suo interessamento nella vicenda, che non ha vissuto solo da “storico” ma anche da amico coinvolto emotivamente. Grazie Aldo per quanto hai fatto, anche a nome di mia cugina.”

Ci sono poche parole da aggiungere ad una lettera così sincera, semplice e vera. Solo, a nome di tutta la Redazione ci uniamo all’auspicio che si possa davvero (prima o poi) giungere ad una ricostruzione condivisa della storia, che possa mettere in luce tutte le assurdità e le barbarie della guerra. Un ringraziamento speciale, da parte della Redazione, al collega Aldo Giovannini; che instancabilmente da anni lavora proprio per tenere viva la memoria di tanti aspetti della vita mugellana. Il direttore, Nicola Di Renzone

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