Piana Fiorentina

Manifesti antisemiti contro Marco Carrai a Sesto Fiorentino, la condanna bipartisan: “Non si fa politica con l’odio”

Affissi nel Giorno della Memoria, i manifesti accusano il console onorario di Israele di essere un “criminale di guerra”. Solidarietà da FdI, Lega e PD

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Un manifesto antisemita contro Marco Carrai, console onorario di Israele ed ex presidente della Fondazione Meyer, è comparso nella giornata di oggi a Sesto Fiorentino, proprio nel Giorno della Memoria. L’affissione mostra la fotografia dell’imprenditore toscano accompagnata dalla scritta “Wanted” e da accuse come “criminale di guerra” e “agente sionista complice del genocidio”, con un linguaggio che richiama una pericolosa caccia all’uomo.

La denuncia di Marco Stella (Forza Italia)

A denunciare pubblicamente l’episodio è stato il consigliere regionale Marco Stella (Forza Italia), che ha espresso piena e incondizionata solidarietà a Carrai. Secondo Stella, i manifesti rappresentano un atto “delirante e farneticante”, capace di alimentare un clima violento e potenzialmente pericoloso.

“Non si fa politica con la violenza, le minacce e le intimidazioni. La propaganda pro-Palestina viene usata come pretesto per far riemergere l’antisemitismo di sempre”, ha dichiarato Stella, auspicando che i responsabili vengano individuati e perseguiti.

La presa di posizione del centrodestra locale

Sulla vicenda è intervenuto anche Daniele Brunori, consigliere comunale di Sesto Fiorentino (Lega), che ha sottolineato la gravità simbolica dell’episodio avvenuto il 27 gennaio. Secondo Brunori, l’affissione non sarebbe una semplice provocazione, ma il risultato di un progressivo deterioramento del clima politico e culturale, segnato da boicottaggi e campagne ostili verso Israele.

“L’antisemitismo non è un’opinione. È una vergogna. E va fermato, sempre”, ha scritto sui social.

Dello stesso tenore l’intervento del consigliere regionale Jacopo Cellai (FdI), che ha definito il manifesto un atto politico gravissimo, paragonabile a un manifesto di proscrizione, aggravato dalla tempistica scelta.

Le reazioni dal mondo progressista

La condanna ha superato gli schieramenti politici. L’ex parlamentare del Partito Democratico Emanuele Fiano, esponente di Sinistra per Israele, ha denunciato sui social un’escalation di odio e intimidazioni contro chi difende il diritto di Israele a esistere. Fiano ha distinto con chiarezza tra sionismo e sostegno alle politiche dei governi israeliani, ribadendo che l’autodeterminazione del popolo ebraico è un principio democratico, compatibile con la difesa dei diritti del popolo palestinese.

“È iniziata una caccia all’uomo che fa paura e che va respinta da chi crede nella democrazia e nella pace”, ha scritto.

Un episodio che riaccende l’allarme antisemitismo

L’affissione dei manifesti a Sesto Fiorentino riporta al centro del dibattito il tema dell’antisemitismo in Italia, soprattutto quando si manifesta sotto forma di delegittimazione personale e minaccia simbolica, travalicando il legittimo confronto politico. Diversi esponenti politici hanno chiesto una condanna unanime, sottolineando come ogni silenzio rischi di trasformarsi in una forma di tacita adesione.

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