Firenze

Liste d’attesa sanitarie. FDI chiede chiarimenti e un’audizione dell’assessore in commissione

Nel loro intervento, Petrucci e Tucci richiamano anche l’andamento del 2025, segnalando una gestione disomogenea delle...

Enrico tucci

Il tema delle liste d’attesa nella sanità toscana torna al centro del dibattito politico regionale. I consiglieri di Fratelli d’Italia Diego Petrucci ed Enrico Tucci, rispettivamente componente e vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, hanno annunciato la richiesta di un’audizione specifica dell’assessore competente per approfondire i dati relativi alle prestazioni sanitarie erogate in orario serale e nel fine settimana. Secondo gli esponenti di FdI, le informazioni fornite dall’assessore necessitano di una lettura più puntuale e non dovrebbero essere utilizzate in modo strumentale.

Petrucci e Tucci sottolineano come i riferimenti alle prestazioni effettuate tra le ore 18 e le 24 nei giorni feriali non chiariscano un aspetto ritenuto centrale, ovvero quali e quante attività sanitarie vengano effettivamente garantite dopo le ore 20, fascia oraria oltre la quale molti presidi risultano teoricamente chiusi. Analoga richiesta di dettaglio viene avanzata per le prestazioni del sabato, evidenziando che la mattinata è tradizionalmente dedicata al recupero degli interventi programmati, mentre resterebbe da chiarire l’entità delle attività aggiuntive realmente svolte nel resto della giornata e nelle diverse aziende sanitarie locali.

I consiglieri regionali pongono inoltre l’accento sulla distinzione tra prestazioni programmate e attività urgenti, in particolare per quanto riguarda la domenica, evidenziando la necessità di non sovrapporre ambiti che rispondono a finalità diverse. Secondo FdI, in alcune Asl, come quella dell’Area Nord Ovest, le prestazioni aggiuntive sarebbero state progressivamente ridotte, con effetti negativi sulla capacità di smaltire le liste d’attesa.

Nel loro intervento, Petrucci e Tucci richiamano anche l’andamento del 2025, segnalando una gestione disomogenea delle prestazioni aggiuntive tra le diverse Aree Vaste e una significativa riduzione dei finanziamenti a partire dalla metà dell’anno, con un ulteriore calo registrato nei mesi successivi. A loro avviso, senza un cambio di rotta, anche il 2026 rischia di essere caratterizzato da un approccio privo di una strategia organica. I rappresentanti di Fratelli d’Italia ribadiscono infine la necessità di adottare un modello strutturato, in linea con quanto avviene in altre regioni italiane, che preveda in modo stabile l’erogazione di prestazioni sanitarie in orario serale e nel fine settimana, con l’obiettivo dichiarato di ridurre in maniera significativa le liste d’attesa per le prestazioni programmate.

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