Dalla lista Civica Libero Mugello e da Rifondazione Comunista riceviamo e pubblichiamo questo comunicato. La risposta all’amministrazione sulla scuola elementare di Via Don Minzoni
La risposta dell’amministrazione alle problematiche sollevate da Libero Mugello e Rifondazione Comunista sulla vendita dell’area di Via Don Minzoni non è assolutamente convincente né da garanzie per il futuro scolastico di Borgo San Lorenzo.
Innanzi tutto per la costruzione del nuovo polo scolastico non ci sono novità: di fatto non sappiamo ne dove verrà fatto (in paese o fuori, in una nuova area o in una attualmente occupata da altri immobili) né sono previsti i tempi di realizzazione.
Viene contestata da Bettarini la possibilità di realizzare più di 10 classi all’interno dell’area ripulita di via Don Minzoni: a seguito di verifiche tecniche e visionando nuove realizzazioni in diverse località italiane risulta invece realistica la previsione della costruzione di circa 15 classi e 5 locali per attività magari studiando la costruzione di altre cinque classi presso i poli già esistenti di Via Leonardo Da Vinci, di Ronta o di Luco.
Non capiamo per quale motivo si paventi la perdita del contributo regionale previsto per la messa in sicurezza del vecchio edificio: se è possibile mantenerlo per la costruzione del nuovo plesso voluto dall’amministrazione in un’area ancora da identificare non capiamo perché non possa essere concesso per la realizzazione di un nuovo plesso un po’ più piccolo in via Don Minzoni, cosa che permetterebbe di realizzare molto più velocemente l’edificio scolastico con soddisfazione anche da parte della Regione stessa.
Ed infine vogliamo rispondere alla “stoccata” tirata dalla maggioranza sulla questione delle scuole elementari di frazione e del personale scolastico: prendiamo atto della volontà riaffermata di voler mantenere i plessi esterni anche se nella relazione che accompagna la modifica d’uso dell’edificio di Via Don Minzoni si lasciava capire ben altro. E …. sappiamo benissimo che “i Comuni non sono più competenti per il personale ATA da molti anni, da quando è passato sotto la gestione dello Stato” ma di fronte alla richiesta assurda della Gelmini di accorpare i plessi per “spendere meno” con la previsione di investimenti costosissimi a carico di comuni e cittadini, l’amministrazione ha il dovere, per garantire il diritto all’istruzione di tutti nella scuola dell’obbligo, di prevedere forme di custodia.
Stiamo rinunciando a Borgo ad una delle poche aree di proprietà pubblica, silenziosa e tranquilla, all’interno del centro abitato a favore di altri appartamenti, di cui ormai il nostro paese è inflazionato. La nostra paura è che per ritardi e lungaggini nei prossimi anni i bambini delle elementari o i ragazzi delle medie debbano essere ospitati nei container.












