Mugello

Lettera in redazione. L’origine dei Panchetti

Lettera in redazione. L'origine dei Panchetti

Gentile Signor Giovannini, la solita discussione al Bar della provenienza della famiglia che porta il cognome Panchetti, il ramo tanto per intenderci di Piero Panchetti proprietario di una concessionaria di macchine per tanti anni e scomparso l’anno scorso e della famiglia del vecchio sindaco maestro Panchetti. E’ vero che proviene dalla grande casa vicina al torrente Bosso ( la Soterna) dietro l’officina di ferro Tagliaferri e la vecchia sede dei Vigili del Fuoco? Grazie della sua risposta perché nel mezzo c’è una scommessa di un lauto pranzo a base di tartufo.   (Seguono in calce tre firme) ————— Cari lettori, Panchetti è un cognome abbastanza diffuso nel nostro Mugello (Scarperia, San Giovanni Maggiore, Vicchio, Sagginale, etc, etc), ma il ramo che lei mi chiede è realmente quello che ha avuto lontane radici nella grande casa colonica sopracitata (mi pare che attualmente sia di proprietà Venanzi), denominata “Podere Bosso” per quasi tre secoli di proprietà della famiglia Maganzi-Baldini. Infatti negli antichi Stati di Famiglia si legge che la famiglia Panchetti lavorava questo podere fin dalla fine del ‘600, tutto il ‘700 e gran parte dell’800. Poi come accade nelle famiglie numerose i rami erano tanti (un Panchetti ebbe 14 maschi!) e diversi componenti presero la loro strada come i progenitori del citato Piero e del sindaco Bruno, oltre a Lino (venditore di TV in piazza Garibaldi) o l’amico Beppino (Ottico in Malacoda), Enzo ( ex partigiano che ha abitato diversi anni in America), tanto per citarne qualcuno. Quindi chi asseriva che la radice di questi Panchetti provengono dal podere attiguo al torrente Bosso ha vinto la scommessa. Semmai, cari amici, se aggiungete un posto a…tavola. A proposito di Bosso. La famiglia del fornaio Francesco Viliani, con panificio nel Corso Matteotti, proviene dal Mulino Bosso (1680), a pochi metri dalla casa colonica sopracitata, mulino di proprietà delle Monache del Monastero domenicano di Borgo San Lorenzo.   La grande casa colonica, ovviamente restaurata, denominato “Podere Bosso”, lavorato da quasi tre secoli dalla famiglia Panchetti di Borgo San Lorenzo. (Foto A.Giovannini)

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