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Le migliori (e le peggiori) merendine da mettere nello zainetto secondo Altroconsumo: arriva la bocciatura eccellente

Secondo un test approfondito condotto da Altroconsumo, la maggior parte dei prodotti presenti sugli scaffali dei supermercati non supera livelliUna classifica che sorprende: nessuna eccellenzai (www.okmugello.it)

Le merendine confezionate sono entrate da anni nella routine quotidiana, ma dietro la loro praticità si nasconde un quadro meno rassicurante.

Secondo un test approfondito condotto da Altroconsumo, la maggior parte dei prodotti presenti sugli scaffali dei supermercati non supera livelli qualitativi soddisfacenti. Anzi, il dato che colpisce di più è uno: nessuna merendina analizzata raggiunge una valutazione davvero alta.

L’indagine ha preso in esame decine di merendine tra le più diffuse in Italia, valutandole sulla base di criteri precisi: valori nutrizionali, qualità degli ingredienti, presenza di additivi e chiarezza dell’etichetta.

Il risultato è netto. I punteggi restano bassi e solo due prodotti riescono a entrare nella fascia definita “accettabile”, con valori comunque lontani da un giudizio pienamente positivo.

In cima alla classifica si trovano:

  • Mulino Bianco Pan Goccioli – 47 punti
  • Esselunga Equilibrio Tortino carote e mandorle – 41 punti

Subito dopo, con punteggi ancora più bassi, seguono altre merendine conosciute, come plumcake, tortine e croissant di diversi marchi.

Il dato più evidente è che nessun prodotto supera la soglia dei 50 punti su 100, segno di un settore dove la qualità media resta limitata.

Perché le merendine vengono bocciate

Il problema non è solo uno. Le criticità emergono su più fronti e riguardano elementi che fanno ormai parte della composizione standard di questi prodotti.

Le merendine confezionate sono spesso caratterizzate da:

  • elevato contenuto di zuccheri
  • presenza significativa di grassi saturi
  • uso frequente di ingredienti ultra-processati
  • scarso apporto di fibre e nutrienti utili

Anche gli additivi e il grado di trasformazione incidono sul giudizio finale, penalizzando molti prodotti, inclusi quelli più noti e pubblicizzati.

Non è un caso che alcune merendine molto popolari tra bambini e ragazzi finiscano nelle ultime posizioni della classifica, proprio per il loro profilo nutrizionale poco equilibrato.

Uno degli aspetti più interessanti dell’indagine riguarda la distanza tra percezione e realtà. Molti consumatori tendono a considerare

Il punto critico: la percezione dei consumatori (www.okmugello.it)

Uno degli aspetti più interessanti dell’indagine riguarda la distanza tra percezione e realtà. Molti consumatori tendono a considerare alcune merendine come “più sane”, magari perché senza zuccheri aggiunti o senza glutine.

In realtà, queste caratteristiche non garantiscono automaticamente un miglior profilo nutrizionale. Anche prodotti con etichette “light” o “equilibrate” possono contenere dolcificanti o ingredienti che non migliorano davvero la qualità complessiva.

Questo crea una sorta di zona grigia, dove il marketing può influenzare le scelte più della reale composizione del prodotto.

Cosa cambia davvero per chi le consuma ogni giorno

Le merendine restano una soluzione pratica, soprattutto per la scuola o per una pausa veloce. Non vengono demonizzate, ma il messaggio che emerge è chiaro: vanno scelte con attenzione e consumate con moderazione.

Il punto non è eliminarle del tutto, ma capire che:

  • non tutte sono uguali
  • alcune sono semplicemente “meno peggiori”
  • la varietà nell’alimentazione resta decisiva

L’indagine di Altroconsumo non dà una risposta definitiva su quale sia la merendina perfetta, perché di fatto non esiste. Piuttosto, invita a guardare oltre la confezione, a leggere le etichette e a riconsiderare abitudini che spesso diamo per scontate.

E forse è proprio questo il dato più concreto: quello che finisce ogni giorno nello zaino o nello spuntino pomeridiano racconta molto più di quanto pensiamo sulle nostre scelte quotidiane.

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