Le manifestazioni culturali denominate “La bellezza e la Fede”, organizzate dalla parrocchia di Borgo San Lorenzo, dopo il grande successo di pubblico ottenuto sabato scorso 5 marzo 2011 all’interno dell’Oratorio di Sant’Omobono (relatore prof. Marco Pinelli, complesso musicale “Letizia Tozzi”), il giorno successivo domenica 6 marzo 2011, ha portato moltissime persone all’interno della Chiesa di San Pietro in Luco (relatore sempre il prof. Marco Pinelli con intervalli musicali all’organo di Marilisa Cantini Baluganti), è stato anche motivo di una visita all’interno dell’ormai abbandonato monumentale Monastero camaldolese, per quasi cento anni unico storico ospedale del Mugello in Luco.
Per chi, come lo scrivente di queste note e tanti altri amici presenti, nel ricordo dei loro cari, di qualche intervento chirurgico, altrettanti ricoveri o nascite di figli e di nipoti, con medici competenti, altruisti, bravi, generosi, sempre presenti e con essi il personale paramedico, infermieri e infermiere, le leggendarie e mitiche suore (“dove non c’è regola non ci sono frati!”, diceva un vecchio andante), il vedere ed osservare il completo abbandono, ha stretto davvero il cuore.
Erba altissima, sterpaglie, stanze fatiscenti e cadenti, vecchie corsie lugubre e buie, cucine abbandonate, così come il grande orto (il buon Beppe Mengoni che lo ha aveva lavorato e accudito per l’ospedale per 60 anni aveva le lacrime agli occhi), l’antica cappella dove all’interno si venerava un affresco che si dice sia mano di Andrea del Sarto, è ormai cadente; i busti in gesso di tre “vecchi” fondatori sotto il loggiato (Cav. Giuseppe Martini Bernardi, Giovanni Traversi, Cav. Giuseppe di Giacinto Martini), sono rimaste l’ultime sentinelle di un complesso che nel lontano 1873 lo avevano fermamente voluto, innalzato accudito e protetto, affinché la popolazione mugellana potesse usufruire di una struttura ospedaliera che poteva servire a tutto il territorio.




Dopo la chiusura, circa 22 anni orsono, dopo una parentesi della scuola infermieri, questo monumentale complesso sembrava che potesse avere un futuro, come sovente volte si leggeva sui quotidiani, dopo conferenze, incontri, convivi, tavole rotonde, tavole quadre, visite, e quant’altro fra Regione, Provincia, Comunità Montana, Amministrazioni comunali, Università, etc, etc. Tutte chiacchere, almeno fino ad ora. Certo un eventuale restauro e un completo recupero per un qualsiasi utilizzo, non è cosa di poco conto, anzi, ma in questi tempi di gravissime difficoltà finanziarie, è utopia e tutti ne sono consapevoli. Resta la tristezza nell’osservare il lento ed inesorabile declino di un vecchio monastero che ha fatto la storia millenaria di Luco in particolare e del Mugello in generale. Restano inerme le sentinelle in gesso.
(A.G.)
Foto 1 (in alto): L’ingresso, a malapena si legge la dicitura, sopra il portale d’ingresso.
Foto 2 (qui sopra): Il bellissimo chiostro ricoperto da sterpaglie ed erbaccie.
Foto 3: Il loggiato con i capitelli cinquecenteschi.
Foto 4: Il lungo camminamento al piano superiore
Foto 5: Giuseppe “Beppe” Mengoni a sinistra, vecchio lavorante dell’orto dell’ospedale, confortato da Firenze Faini.
(Foto cronaca di Aldo Giovannini)












