Sta facendo molto discutere l’intervento-riflessione di Simona Baldanzi sulle grandi opere, la Tav fra Torino e Lione e la Tav in generale e la politica italiana. Ve lo proponiamo qui sotto in versione integrale, scritto da Simona che per anni ha studiato le lotte No Tv in Mugello:
Quanto mi stufa sentire ancora parlare della essenzialità e urgenza di fare il Tav fra Torino/Lione non ne avete idea. Come se ogni volta non fossero sufficienti anni, dati, approfondimenti, libri e lotte. Ho passato anni in giro per l’Italia a fare la testimonial dei danni del Mugello, ma soprattutto, purtroppo una delle poche a ripetere e raccontare le condizioni dei lavoratori delle grandi opere, dei cantieri. Salvini non è il primo che va in Val di Susa a mettere una bandierina per altro in qualcosa che non è neppure cominciato. Un consiglio almeno a sinistra mi sento di farlo. Se vi fa fatica stare dentro le contraddizioni, lasciate perdere. Se vi fa fatica leggere, studiare, non prendere per oro colato tutto, datevi alla cura solo del vostro giardino. Se ancora volete contrapporre ambiente e lavoro o farci una classifica al massacro, state tranquilli nella casa di campagna nel we raggiungibile coi vostri suv e nel centro vicino alla vostra grande stazione Tav. Questa è l’Italia. I treni sono diventati lo specchio perfetto delle classi, sia per chi li usa che per chi ci lavora, che per chi scava le gallerie. Io sto in quell’arteria grossa rossa, ma non ho il treno e vado in panda a metano a Prato ogni giorno e se voglio andare in treno a Firenze devo fare 15 minuti di auto, poi però il treno viene cancellato preventivamente per neve ( anche se poi non nevica e lo chiamano “piano neve”) e rimango a piedi. Con Pietro discutevamo spesso. Io noTav, lui minatore calabrese. Facile dirgli, se non si fa il Tav rimani senza lavoro. Più articolato parlare di Sud, di infrastrutture, di diverse velocità, di lavoro vicino casa, di un’altra vita. Pietro non c’è più, è morto ancora più lontano da casa, in Svizzera per la velocità e il profitto di altri. La Calabria è lì senza vene, dissanguata. Continuate a farvi le domande sbagliate sul Tav e avrete le risposte sbagliate. Almeno io sono stufa di spiegare, passerei direttamente alle testate alla Zidane.












