C’erano quasi novemila spettatori oggi al “ Tardini ” di Parma nell’incontro (domenica 17 gennaio 2016) con la Fortis Juventus di Borgo San Lorenzo, una incredibile parentesi agonistica per la squadra biancoverde, ritrovarsi a giocare sul terreno dove appena cinque mesi orsono ci giocava la Juventus, l’Inter, il Milan e compagnia bella. Per Borgo una grande soddisfazione sportiva, come fu tempo indietro a Ferrara contro la Spal o contro il Piacenza (in questo caso la Fortis vinse per 1 a 3 e 0 a 1 ), storie che onoreranno l’album storico dello sport calcistico borghigiano. Non parliamo del risultato, era davvero scontato, in una stagione davvero negativa in tutti i sensi. Certo paragonare il “budget” del Borgo a quello del Parma, del Forli o del Ravenna o di San Marino e quant’altro, abbiamo già detto tutto. Non c’è bisogno di essere intenditori. Forse è stato sbagliato richiedere di entrare in questo girone, la scelta tecnica, altri errori di valutazione, supportare squadre che ammesse in D erano in A, ma non siamo coloro che gettano fango a destra e a manca, ci mancherebbe, noi invece diciamo e scriviamo che ai dirigenti, dal presidente all’ultimo consigliere, andrebbe apposta la medaglia d’oro per il loro coraggio, oltre alla volontà e alla passione che hanno profuso. Non sappiano come andrà a finire. Una cosa però è certa. Una retrocessione nel campionato inferiore dopo 12 anni di Serie D e ben 107 anni di ininterrotta attività agonistica, non è assolutamente un dramma. Tutt’altro. Forza Fortis. Sempre. Nelle foto: Ecco come si presentava il “Tardini” di Parma contro il….Borgo













