Assemblea affollata quella convocata ieri sera a Panicaglia, frazione del Comune di Borgo San Lorenzo, dalla lista civica Libero Mugello.
Riunione nella quale si è parlato della realizzazione dell’impianto che dovrebbe raccogliere gli scarichi di Ronta e Panicaglia per portarli sino al depuratore di Rabatta a Borgo San Lorenzo.
Piera Ballabio capogruppo della lista civica ha ricostruito la travagliata storia di questa opera. Che secondo l’esponente di Libero Mugello:
“fu prevista come intervento riparatore dei danni TAV nel 2002 (i liquami delle fogne inquinano gravemente i torrenti in cui scaricano per mancanza o la riduzione del flusso di acqua drenata dalle gallerie della TAV) e i denari per la sua costruzione sono da quella data giacenti in regione.
Nel 2005 venne presentato a Panicaglia un progetto (modificato su richiesta della popolazione) che poi scomparve. Nel 2009 arrivano lettere ai cittadini della frazione per iniziare la procedura d’esproprio senza che in comune sia depositato alcun progetto.
Dietro interrogazione della lista civica l’assessore ai lavori pubblici Casati recupera da Publiacqua una parte del progetto – quello riguardante Panicacaglia – che l’ufficio tecnico non esamina perchè non depositato formalmente per l’acquisizione dei necessari pareri comunali.
L’Avvocato Marco Rossi, legale di Legambiente che ha seguito con Ballabio tutte le vicende legate al processo TAV, precisa che, nel frattempo, la legge regionale 28 del 2010 concede le proroghe fino al 2015 (e anche oltre) ai soli gestori di pubbliche fognature mentre i proprietari di abitazioni non allacciate alla fognatura sono costretti sin dal 2004 a mettersi in regola con gli scarichi realizzando costosi impianti di depurazione. L’assurdo è che anche i cittadini, che insistono sul tracciato della fognatura che Publiacqua doveva costruire sin dal 2002, sono obbligati nel frattempo a dotarsi di impianti per il trattamento dei reflui.
La stessa legge regionale obbliga le ATO (il consorzio dei sindaci) a presentare piani stralcio con gli interventi urgenti: se non verranno rispettati i tempi la Giunta regionale nominerà un commissario. Il 29 giugno 2010 l’ATO approva il piano stralcio che include il progetto di Ronta e Panicaglia. Secondo Publiacqua la progettazione è già stata approvata (da chi ???) ed entro il 2013 sarà realizzato il lotto di Panicaglia e il 2015 quello di Ronta. I costi del progetto ovviamente sono lievitati dai 3.100.000 ai 4.600.000.
L’architetto Giuseppe Rinaldi ha quindi illustrato il progetto “fantasma” di Publiacqua che è completamente diverso da quello presentato nel 2005: la lettura della carta ci dice che né a Ronta ne’ a Panicaglia vengono raccolti i principali scarichi della fognatura pubblica.
Risultato: per chilometri i tubi correranno quasi vuoti al depuratore. Oltretutto a Panicaglia il progetto del 2005 permetteva a molte abitazioni esistenti di allacciarsi alla fognatura mentre il progetto esaminato costringe numerosi cittadini a trattare i propri liquami pena una sanzione da seimila euro a sessantamila euro (quella prevista nei centri abitati).
A conclusione dell’incontro, in cui si è parlato anche della iniquità del prelievo di più di 40 euro per l’aumento della cauzione deciso da Publiacqua (grazie alla modifica della carta sui servizi approvata dai sindaci) per chi non ha la bolletta domiciliata in banca, è stato concordato con i cittadini di Panicaglia:
– di presentare istanza alla Giunta Regionale Toscana per chiedere una sospensiva (come hanno fatto per Publiacqua) delle sanzioni per i cittadini di Ronta e Panicaglia non allacciati alla fognatura pubblica fino alla costruzione del nuovo impianto
– di chiedere un incontro con il presidente di Publiacqua per rivedere il progetto e raggiungere l’obiettivo di collegare al previsto impianto fognario tutti gli scarichi che attualmente inquinano i corsi d’acqua delle due frazioni, prevedendo altresì l’inserimento di tubi dell’acquedotto nello scavo per la posa dei condotti dei reflui












