Borgo San Lorenzo

Jan Vermeer in concerto in Sant’Omobono. Cronaca della serata

FOTO 1 CONCERTO

Nonostante il tempo incerto dopo un più che certo nubifragio pomeridiano, la sera di sabato scorso 5 marzo 2016, l’Oratorio di Sant’ Omobono a Borgo S. Lorenzo si è riempito di appassionati d’arte e di musica, intervenuti per ascoltare la storia del pittore olandese Jan Vermeer (1632-1675). Si trattava della seconda iniziativa di divulgazione culturale, dopo quella sul Caravaggio condotta da Daniela Cappelli il sabato precedente, scaturite dalla collaborazione tra il Comitato per l’Organo Stefanini e l’Associazione E20 – Eccezionali Eventi. Dopo aver salutato i presenti a nome del Pievano Don Maurizio Tagliaferri e del Comitato per il Restauro dell’Organo Stefanini, il Mo. Marilisa Cantini ha introdotto l’autore dei brani che avrebbe eseguito durante la serata. Fiammingo anch’esso, Jan Peterszoon Sweelinck fu attivo per tutta la vita in Amsterdam ma nonostante ciò si rivelato un’importante apripista per tutta la Scuola Organistica degli anni successivi alla sua morte, avvenuta nel 1621. Di lui Cantini ha eseguito un Corale a due voci, una Fantasia in Eco e il conosciutissimo Ballo del Granduca. I brani sono stati molto apprezzati dal pubblico presente per le loro caratteristiche innovative e virtuosistiche. La stessa docente, dopo aver rapidamente riassunto la vicenda del restauro del Gigante di Faltona, alias Organo Stefanini 1696 (cui è andato devoluto l’incasso della serata a offerta libera), ha passato la parola al collega, valente scrittore e storico, dott. Paolo Marini. Paolo da par suo ha narrato la vicenda di Vermeer, un pittore soprannominato “La Sfinge di Delft”, perché della sua vita non si sa moltissimo, e i suoi dipinti giunti fino a noi sono pochini. Ma sufficienti a collocarlo tra i più grandi artisti della storia. Una sequela di immagini, con dovizia di particolari grazie all’alta risoluzione, ha contribuito a convincere di ciò un uditorio che al termine non ha risparmiato gli applausi né a lui né a Marilisa: la sua esecuzione tra l’altro del “Ballo del Granduca”, come sopra scritto, di Jan Pieterszoon Sweelinck (1562-1621) è stata da standing ovation. Agli applausi si è aggiunta la richiesta da più parti di nuove iniziative del genere, su cui Daniela Cappelli, Marilisa Cantini e Paolo Marini, stanno già studiando. Ne siamo felici complimenti. Il dott. Paolo Marini e la Prof. Marilisa Cantini Sant’Omobono (Foto Giorgia Baluganti)

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