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Italiani pazzi per questi discount, la nuova top 5: Lidl non domina più

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Altroconsumo fotografa le abitudini di spesa: tra risparmio e marchi privati, così cambiano le scelte alimentari

Fare la spesa in un supermercato fisico resta una consuetudine centrale nella vita quotidiana degli italiani. Anche con l’avanzata degli acquisti online, l’abitudine di camminare tra gli scaffali, toccare i prodotti, scegliere con calma e confrontare i prezzi mantiene un ruolo essenziale. Ma tra centinaia di punti vendita e insegne, quali sono davvero i discount preferiti nel Paese? A dare una risposta aggiornata è l’indagine annuale condotta da Altroconsumo, che nel 2026 ha raccolto i pareri di 22.000 clienti su tutto il territorio nazionale.

I criteri analizzati sono numerosi: dalla qualità dei prodotti a marchio, all’assortimento, dalla pulizia dei locali al tempo d’attesa in cassa, fino alla chiarezza dei prezzi e all’accessibilità dei punti vendita. Ogni voce ha contribuito al punteggio finale, espresso in una scala da 0 a 100. A emergere è un quadro che premia non solo il risparmio, ma anche l’esperienza d’acquisto complessiva. I consumatori si dimostrano sempre più attenti alla qualità dell’offerta, soprattutto nei marchi privati che rappresentano ormai un metro di giudizio centrale.

Eurospin e Aldi al primo posto, ma il podio si gioca in un punto

Secondo i dati raccolti, Eurospin e Aldi condividono la vetta della classifica con 76 punti, confermandosi come i discount più apprezzati d’Italia. A premiare queste due catene è la capacità di coniugare prezzi contenuti con standard qualitativi in costante miglioramento, soprattutto sui prodotti a marchio del distributore. Subito dietro si posiziona Dpiù, che ottiene 75 punti, mentre Lidl ne totalizza 74.

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Eurospin al primo posto, ma il podio si gioca in un punto – okmugello.it

Todis, Md Discount, In’s e Prix si attestano sulla stessa soglia dei 73 punti, mostrando una sostanziale parità nelle preferenze. Penny Market, con 69 punti, chiude la classifica ma resta comunque nella fascia positiva. Il dato più interessante non è tanto la distanza tra le prime e le ultime posizioni, quanto la trasformazione della percezione che i consumatori hanno del discount. Se fino a pochi anni fa il concetto si legava esclusivamente al risparmio, oggi il 71% degli intervistati valuta “buoni o molto buoni” i prodotti a marchio delle catene analizzate.

Anche la cura degli ambienti gioca un ruolo sempre più rilevante: il 65% dei clienti considera i negozi facili da raggiungere e ben tenuti, segno che l’attenzione all’ordine e alla pulizia non è più un’esclusiva della grande distribuzione premium. Le famiglie con figli e i nuclei di medie dimensioni restano il target principale, spinti dalla necessità di contenere le spese senza sacrificare troppo sulla qualità.

Cosa cercano oggi i consumatori: rapidità, trasparenza e marchi affidabili

L’indagine di Altroconsumo non si limita a tracciare una semplice classifica. Attraverso le risposte dei partecipanti, emergono tendenze chiare sulle abitudini di spesa. Il primo valore cercato dai clienti è la convenienza, ma non disgiunta da un livello qualitativo ritenuto dignitoso. I discount premiati hanno saputo rinnovare le proprie linee di prodotti, investendo su packaging, filiere controllate e origine italiana delle materie prime.

Un altro elemento determinante è la chiarezza delle informazioni sugli scaffali. Etichette ben leggibili, promozioni trasparenti, prezzi visibili anche a distanza: dettagli che influenzano la soddisfazione del cliente molto più di quanto si pensi. A completare il quadro è la velocità d’acquisto: punti vendita ben organizzati, percorsi intuitivi e code ridotte alle casse aumentano la sensazione di efficienza.

Infine, il ruolo dei marchi del distributore si fa sempre più centrale. Sono loro il vero termometro del valore percepito: un buon prodotto a marchio interno, oggi, è spesso il biglietto da visita di un’intera catena. Se funziona, fidelizza. Se delude, pesa più di una promozione mancata. La classifica 2026 conferma che i discount che investono su questi aspetti riescono a costruire una clientela stabile e soddisfatta, riducendo al minimo la percezione di compromesso. E in un mercato sempre più competitivo, questo può fare la differenza.

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