Mugello

In bike tra i colori Mugello. Salita al Cerretino

A Vaglia la manifestazione “Russi a Firenze”

Dopo la pioggia viene il sereno, brilla in cielo l’arcobaleno. Così inizia una delle più note poesie di Gianni Rodari, una poesia che tutti noi alle elementari, abbiamo sicuramente studiato a memoria.

Non esiste invece una versione speculare che descriva le giornate di ieri e di oggi, giornate che hanno visto il nostro splendido territorio del Mugello, passare da una bellissima giornata serena ad un’uggiosa giornata di pioviggine e nebbia. Ma si sa, l’inverno astronomico, non quello delle temperature, è ancora in pieno vigore e le giornate uggiose fanno ancora da cornice naturale al nostro clima. Ma una giornata così non è sicuramente sufficiente a scoraggiare il gruppo dei biker mugellani che, incuranti dell’umidità che s’infila fino nelle ossa, si sono ritrovati al medesimo appuntamento della domenica mattina.

Presenti un po’ tutti i rappresentanti dei vari gruppi esistenti sul territorio (Quelli del Sabato, Quelli della Domenica e Quelli di Sagginale), ormai tutti riuniti sotto “l’ala protettiva” di Mugello Toscana Bike. I ragazzi, allegri come sempre, stavano scherzando su quanto accaduto il giorno prima nelle uscite di Quelli di Sagginale, dove qualcuno ha sperimentato la disciplina dei tuffi nei rovi e di Quelli del Sabato, dove qualcuno, non riuscendo a tenere il passo di chi era andato in fuga, ha preferito raccontate che nessuno voleva tirare. Bene ho pensato, nonostante il brutto tempo, il buon umore non manca, si parte già con un buon viatico.

Fra una chiacchiera e l’altra abbiamo visto arrivare Capitano ed Avvocato insieme. Mentre per il secondo è consuetudine arrivare con qualche minuto di ritardo, causa differenza di fuso orario tra Borgo Centro e Borgo Stazione, per il Capitano è un fatto strano. Ancor più strano il voluminoso pancione con il quale si è presentato questa mattina. Pancione che ha destato non pochi sospetti e moltissime inquietudini, date le sue ripetute performance ad aria compressa. Qualcuno ha provato a chiedere informazioni, probabilmente ancora terrorizzato dall’ultimo giro all’Osteria Bruciata, qualcun altro ha fatto illazioni sulla sua probabile maternità avanzata.

Nessuna conferma è arrivata a dirimere il dubbio, tanto che ci siamo avviati in direzione Carlone, mantenendo una debita distanza di sicurezza. Oltrepassata la galleria di Cardetole, i due “pezzi grossi” del gruppo, forse già in debito d’ossigeno o di zuccheri, hanno vistosamente sbandato, proseguendo agganciati per qualche decina di metri. Paura e scompiglio si sono avvicendate a sonore prese in giro. Di chi dei due sia stata la manovra scellerata è dato sapersi, visto che da dietro ho visto tutto!!

Iniziata la salita che da Tagliaferro porta verso il Cerretino, qualcuno ha cominciato a darsele di santa ragione, qualcuno ha tentato di annegare nelle pozze di fango, qualcuno ha deciso di fare il pediluvio nel fiume. Insomma, l’armata Brancaleone in confronto, sembrava un orologio svizzero. In prossimità di Legri il gruppo si è diviso. Qualcuno ha accorciato il giro perchè doveva rientrare presto visto che aveva gente a mangiare a casa, qualcuno ha allungato il giro perché doveva arrivare tardi, sempre perché aveva gente a mangiare a casa. In questo gruppo evidentemente il conformismo non ha presa.

Risalendo Volmiano da Legri, su uno splendido acciottolato calcareo bagnato e scivoloso, qualcuno è riuscito a piroettare come una ballerina di danza classica, non senza però urlare al mondo intero il suo spavento. Arrivato in cima, ancora con il fiatone che si confà ad una salita del genere, la splendida sorpresa di trovare un carissimo amico, che mi chiama dicendomi: ma sei un biker??? I miei amici mi riconoscono per tale, gli rispondo. Qualche chiacchera, foto di rito e poi ognuno col suo gruppo, ognuno per la propria direzione. Giungiamo a Paterno, non prima che qualcuno in discesa a folle velocità, tenti di stamparsi contro un trattore. Il gruppo gli ricorda quanto siano caparbi, duri ed irremovibili dalle proprie posizioni i trattori; si spera abbia capito!! A Paterno il gruppo si divide ulteriormente, con qualcuno che anticipa il rientro verso casa, sembra per andare ad ossigenare il vino per il pranzo. I più hanno pensato come voi, forse per andare a berselo…

Proseguiamo sulla ripida salita verso Carpineta e Poggio Fondello dove qualcuno comincia ad accusare fatica, qualcuno comincia a sbuffare, qualcuno a rimpiangere di non aver da ossigenare il vino, ma la discesa ormai è prossima e con immensa soddisfazione viene imboccato il bel single track che ci riporterà verso valle, non prima però di aver beccato qualcuno che dice di non allenarsi mai, salvo poi trovarlo a far ripetute e cronometraggi. Perché bugiardi ne ho conosciuti, ma come i ciclisti mai!! All’arrivo in valle, il gruppo si frammenta, ormai l’orario è tardo e il rientro entro mezzogiorno obbligatorio. Ognuno del suo passo, ognuno per la propria direzione, torniamo verso casa.

Buona domenica.

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