Il Comune di Impruneta ha celebrato il Giorno della Memoria con una serie di iniziative istituzionali e culturali volte a ricordare le vittime della persecuzione nazifascista e a rinnovare l’impegno collettivo nella tutela dei valori di pace, dialogo e responsabilità storica. Le commemorazioni si sono svolte nella giornata di martedì 28 gennaio 2026 e hanno coinvolto luoghi simbolici del territorio, unendo il ricordo delle vicende locali a una riflessione più ampia sul significato universale della Shoah.
Nel pomeriggio, in località Sannini al Ferrone, si è tenuta una cerimonia in memoria della famiglia Calò-Spizzichino e delle persone deportate durante il periodo delle persecuzioni. All’iniziativa hanno preso parte il sindaco di Impruneta Riccardo Lazzerini, la presidente del Consiglio comunale Angela Cappelletti e il consigliere delegato Andrea Vitali, insieme a rappresentanti delle associazioni del territorio e delle istituzioni civili e religiose. Erano presenti, tra gli altri, esponenti dell’ANPI, dell’AUSER di Impruneta, della sezione soci Coop locale e il parroco del Ferrone, don Riccardo Santi. Nel corso della cerimonia è stata deposta una corona di alloro, a testimonianza del rispetto e della memoria dovuti alle vittime.
Durante l’incontro è stato sottolineato il valore della memoria come strumento di crescita civile e di costruzione di una comunità fondata sulla solidarietà e sull’attenzione reciproca. Il richiamo alla pace e alla responsabilità individuale e collettiva è stato al centro degli interventi, con l’invito a riconoscere nell’altro non un ostacolo, ma un’opportunità di incontro e di arricchimento umano.
Le celebrazioni sono proseguite in serata, alle ore 21, al Loggiato del Pellegrino in piazza Buondelmonti, con lo spettacolo “Un’unica grande preghiera – Omaggio a Etty Hillesum”, a cura del Teatro d’Almaviva. L’interpretazione di Lorella Serni ha guidato il pubblico in un percorso intenso e partecipato attraverso le parole e il pensiero di Etty Hillesum, scrittrice ebrea olandese deportata e uccisa ad Auschwitz nel 1943. Attraverso il suo Diario e le sue Lettere, Hillesum ha lasciato una testimonianza profonda e luminosa della Shoah, fondata sul rifiuto dell’odio e sulla scelta consapevole dell’amore e della responsabilità morale anche nei contesti più drammatici.
Nel corso della serata è stato ribadito come il ricordo delle persecuzioni del Novecento rappresenti un monito attuale, soprattutto in un contesto internazionale segnato da conflitti e tensioni. L’amministrazione comunale ha richiamato il dovere di custodire la memoria storica non come esercizio formale, ma come strumento per interpretare il presente e orientare le scelte future, affinché tragedie simili non trovino mai più spazio nella storia.












