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Il tunnel più lungo del mondo è in Europa: si risparmiano 11 ore di viaggio per raggiungere questi posti in auto

Da lì, oggi, si sale su un traghetto. Domani, invece, si continuerà a guidare sottoterra, sotto il mare. È qui che prende forma uno dei progettiIl corridoio E39 e la fine dei traghetti (www.okmugello.it)

C’è un punto, lungo la costa frastagliata della Norvegia, dove il viaggio si interrompe. Non per traffico o lavori, ma perché la strada finisce.

Da lì, oggi, si sale su un traghetto. Domani, invece, si continuerà a guidare sottoterra, sotto il mare. È qui che prende forma uno dei progetti infrastrutturali più ambiziosi d’Europa: il tunnel Rogfast.

Il Rogfast non è un’opera isolata, ma il tassello più complesso di una trasformazione più ampia: quella della Strada Europea E39, l’arteria che corre lungo tutta la costa occidentale norvegese, collegando Kristiansand a Trondheim per oltre 1.100 chilometri.

Oggi questo asse è ancora frammentato. I fiordi, spettacolari ma difficili da attraversare, costringono automobilisti e mezzi pesanti a continui imbarchi sui traghetti. Il risultato sono tempi lunghi, attese e una mobilità poco fluida.

L’obiettivo del progetto è semplice quanto rivoluzionario: rendere il percorso continuo. Eliminando i collegamenti marittimi, il tempo di percorrenza complessivo sarà praticamente dimezzato, passando da circa 21 ore a poco più di 10.

Non è solo una questione di comodità. Significa ridisegnare i rapporti tra città, accorciare le distanze economiche, facilitare gli spostamenti quotidiani e rendere più efficiente l’intero sistema logistico della regione.

Un’opera da record sotto i fiordi

Il cuore del progetto è proprio il Rogfast, destinato a diventare il tunnel stradale sottomarino più lungo e profondo mai realizzato.

Parliamo di circa 27 chilometri di lunghezza, scavati fino a quasi 400 metri sotto il livello del mare. Il tracciato attraversa il Boknafjord e il Kvitsøyfjord, due tratti particolarmente complessi dal punto di vista geologico. L’infrastruttura sarà composta da due gallerie separate, con quattro corsie complessive, progettate per garantire sicurezza e continuità del traffico. Ma la vera particolarità è nascosta nel sottosuolo: a circa 250 metri di profondità verrà realizzata una rotatoria sotterranea, un elemento rarissimo in opere di questo tipo.

Non mancano soluzioni avanzate anche sul fronte della sicurezza. I due tunnel saranno collegati da passaggi ogni 250 metri, mentre sistemi di ventilazione dedicati e torri con pozzi verticali garantiranno il ricambio dell’aria. E poi c’è l’aspetto meno tecnico, ma altrettanto importante: l’esperienza di guida. Per evitare l’effetto monotonia tipico delle lunghe gallerie, sono previsti interventi di illuminazione e design capaci di aiutare l’orientamento e ridurre lo stress visivo.

Come spesso accade con le grandi opere, anche Rogfast ha attraversato momenti difficili. Approvato nel 2017 dal Parlamento norvegese

Costi, ritardi e nuova partenza (www.okmugello.it)

Come spesso accade con le grandi opere, anche Rogfast ha attraversato momenti difficili. Approvato nel 2017 dal Parlamento norvegese, il progetto ha subito uno stop nel 2019 a causa dell’aumento dei costi.

Dopo una revisione complessiva, i cantieri sono ripartiti nel 2021 con una nuova organizzazione dei lavori. Il costo aggiornato supera i 24 miliardi di corone norvegesi, equivalenti a oltre 2,5 miliardi di euro, finanziati attraverso un mix di fondi pubblici e pedaggi futuri.

La costruzione è stata suddivisa in diversi lotti, affidati tra il 2022 e il 2024 a grandi gruppi internazionali, tra cui Skanska. Una scelta che ha permesso di lavorare su più fronti contemporaneamente, accelerando i tempi.

Lavori in corso e apertura prevista

Oggi il progetto è pienamente operativo. Gli scavi avanzano da più direzioni, una tecnica che consente di ridurre significativamente i tempi complessivi. Nel tratto di Kvitsøy sono già state completate alcune delle principali fasi di perforazione, mentre altri fronti procedono da nord e da sud.

La precisione è uno degli aspetti più impressionanti: le tecnologie utilizzate permettono un margine di errore di appena pochi centimetri lungo decine di chilometri di galleria.

Anche la gestione del materiale scavato segue criteri rigorosi. Gran parte viene riutilizzata, mentre il resto è smaltito in siti marini controllati, riducendo l’impatto ambientale.

Se il cronoprogramma verrà rispettato, il tunnel entrerà in funzione nel 2033. A quel punto, attraversare i fiordi non sarà più un’interruzione del viaggio, ma solo un passaggio invisibile sotto il mare.

E forse è proprio questo il senso più profondo dell’opera: trasformare un ostacolo naturale in una continuità, senza cancellarne la bellezza in superficie.

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