Ha fatto e sta facendo molto discutere in Mugello l’editoriale pubblicato la scorsa settimana (sabato 23 marzo) da Pietro Mercatali sul Galletto. Editoriale nel quale Mercatali dichiarava apertamente di riconoscersi nella proposta politica di Margheri e della lista Cambiamo Insieme (sostenuta anche dalla Lega). Un concetto poi ribadito anche nell’edizione di ieri all’insegna dell’endorsment. Una pratica diffusa nel mondo anglosassone, per la quale è normale che un quotidiano possa dichiarare apertamente la sua linea politica senza per questo riununciare alla sua imparzialità nel trattare le notizie di altre forze politiche. Personalmente, come direttore di OK!Mugello, devo dire che tale posizione di Mercatali e del Galletto non mi scandalizza (come invece ha scandalizzato molti) e che sono piuttosto convinto che il settimanale saprà trovare al suo interno le risorse (penso alla redattrice Serena Pinzani o al giornalista politico Massimo Rossi) per garantire la necessaria apertura e il necessario pluralismo. Detto questo devo anche confessare che ho salutato tale presa di posizione di Mercatali come un’ottima notizia per l’informazione mugellana. Cerco di spiegarmi: credo che Mercatali abbia centrato ciò che il suo giornale deve fare per portare un contributo aggiuntivo e interessante al nostro panorama. Credo cioè che abbia trovato il coiraggio di differenziarsi dall’informazione in tempo reale (o quasi) che facciamo noi e altre testate. Ritagliandosi uno spazio che non potrà non giovare a tutti. Bene, bravo. OK!Mugello, dal canto suo, sta dando voce con videointerviste a tutti i candidati, perché possano spiegare le proprie ragioni ai lettori. E che (alle elezioni come tra i lettori) vinca il migliore.













