Borgo San Lorenzo

Il 30 dicembre di Borgo. Giorno di ricordi… foto e cronache…

Il 30 dicembre di Borgo. Giorno di ricordi... foto e cronache...

Dato che il 30 dicembre gli eventi e le manifestazioni storiche, culturali, istituzionali, religiose e musicali sono state molte, ecco atto per atto quel che è avvenuto a Borgo San Lorenzo, affinché ne resti testimonianza, martedì 30 dicembre 2014, in occasione del 71° Anniversario del bombardamento aereo del 30 dicembre 1943. ATTO PRIMO Ricordando la storia del cane  Fido, ormai assurta in campo mondiale, dove la storia ci racconta che una volta morto il suo “amico-padrone” Carlo Soriani di Luco di Mugello, nel bombardamento aereo del 30 dicembre 1943, che causò la morte di 109 borghigiani ed altre persone che in quei giorni erano a Borgo San Lorenzo (vedi le piccole Lucia di 4 anni e Rosalba Magro di 7 anni di Genova, che erano a Borgo dai parenti), accanto al monumento con la statua in bronzo di Fido inaugurata nel 1957 autore lo scultore Salvatore Cipolla  (quella in maiolica fu spaccata nel 1959 da due emeriti imbecilli, con tanto di nome e cognome; e meno male erano di alto livello intellettuale e politico!!), è stata inserita una piccola stele sempre in pietra con la storia ( scritta anche in inglese) di Fido. Presenti il sindaco Paolo Omoboni, il sindaco e presidente dell’Unione dei Comuni Federico Ignesti, l’assessore Cristina Becchi, oltre ad altri assessori e consiglieri comunali, autorità civili e militari, alcuni congiunti delle vittime civili,  docenti di istituti scolastici, associazioni combattentistiche e d’arma, il sindaco Omoboni dopo il ricordo di quel che avvenne nel 1943, l’intervento di Paola Poggini dell’Anpi e della stessa Cristina Becchi, è stato tolto il tricolore sulla stele, fra gli applausi del pubblico presente. Infine una bella e gradita sorpresa; il noto e bravo cantautore Francesco Fuligni (voce) accompagnato  da Giacomo Tagliaferri (chitarra), hanno eseguito una loro composizione dedicata a Fido. Emozionante. Altri applausi convinti e sinceri. Di questa parentesi avremo tempo e modo di scrivere ancora, poiché è la prima volta che viene dedicata una colonna sonora al cane mugellano, a cui recentemente è stata restaurata la lapide all’esterno del  cimitero di Luco, dove venne sepolto dopo la morte nel 1958, come del resto abbiamo ampiamente documentato sulle pagine del Sito Web OK!Mugello. ATTO SECONDO In un paese un po distratto per il mercato settimanale di fine anno, alle 12,28 in punto, la grossa campana chiamata “Misericordia” del campanile della Pieve di San Lorenzo, ha ricordato  con i suoi profondi rintocchi, quel che avvenne in quel lontano giovedì del 30 dicembre 1943. Furono chiamati a raccolta i “fratelli” della Misericordia disponibili e con alcuni medici fra cui il leggendario dott. Guglielmo Sanguinetti e il medico condotto Alessandro Sandrini, fu allestito un ospedaletto nei locali e  addirittura all’interno nell’Oratorio della Misericordia per curare i feriti e raccogliere e comporre  i resti  dei morti. Momenti strazianti in questa pagina tragica e dolorosa. ATTO TERZO Nel tardo pomeriggio questa significativa data della storia di Borgo San Lorenzo è stata ricordata istituzionalmente,  con un corteo, il quale formatosi davanti al palazzo Municipale, si è diretto in piazza del Poggio per deporre una corona d’alloro al Monumento alle Vittime Civili, opera dello scultore Prof. Niccolò Niccolai, alla presenza di tutte le autorità amministrative, civili, militari (Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Municipale, Croce Rossa Italiana), associazioni combattentistiche e d’arma (Gruppo Alpini e Associazione Carabinieri in congedo), di volontariato (confraternita di Misericordia, Centro Radio Soccorso, Anpi, Unitalsi),  e un buon numero di cittadini. Il corteo è stato accompagnato dalla Banda Musicale “Giuseppe Verdi” di Signa, che ha eseguito brani musicali patriottici. Il corteo una volta riformatosi è sfilato per le strade di Borgo San Lorenzo portandosi al Santuario del SS. Crocifisso (la pieve non era agibile per la prova generale del concerto serale), dove è stata celebrata la Santa Messa in suffragio delle vittime civili di tutte le guerre, officiata dal Pievano don Maurizio Tagliaferri, accompagnata all’organo dal maestro Marilisa Cantini. Anche questi sono stati momenti emozionanti. Sembra ieri quando il 30 dicembre del 1993, venne inaugurato il monumento alle vittime del bombardamento (eravamo insieme a cari amici nel comitato organizzatore, presieduto dalla Signora Laura Rossi Benvenuti), in occasione del 50° Anniversario e il ricordo anche se affievolito, resiste nell’animo di tanti borghigiani, specialmente in coloro che persero i loro congiunti. ATTO QUARTO   Pieve di San Lorenzo gremitissima, per assistere al concerto in onore delle vittime civili del  bombardamento aereo del 30 dicembre 1943, organizzato dall’Accademia dè Bardi, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale e i contributi della Banca di Credito Cooperativo del Mugello, Rotary Club Mugello, Studio Manfriani, Parigi s.a.s. e Lavanderia Il Borgo. Dopo il saluto del pievano don Maurizio Tagliaferri, il saluto e una breve anamnèsi del sindaco Paolo Omoboni di questa significativa data per la comunità borghigiana, e il ringraziamento della Prof. Sabrina Landi Malavolti, presidente dell’Accademia dè Bardi,  a tutti coloro che si sono adoprati per questo evento, il sublime scenario della Pieve di San Lorenzo, è stato il degnissimo  proscenio della “Petite Messe Solennelle”, di Gioacchino Rossini per soli, coro, due pianoforti e armonium, eseguita dalla Corale Santa Cecilia, dall’Ensemble Vocale Capriccio Armonico, i solisti Sabrina Bessi (soprano), Silvia Mazzoni (contralto), Carlo Messeri (tenore), Alessandro Calamai (basso), Eugenio Milazzo e Sonia Perini (pianoforte), e Giacomo Benedetti (armonium), che all’ultimo momento ha sostituito il musicista borghigiano Alessandro Ratoci impegnato a Parigi. Questa composizione di Gioacchino Rossini che fu presentata per la prima volta a Parigi nel 1864 in un salone del Castello della Contessa Louise Pillet Will, considerata  uno dei più grandi capolavori corali della musica sacra, è stata eseguita in maniera davvero impeccabile. Volevamo chiedere lumi con parole adatte a critici musicali, per non incorrere in errori e strafalcioni, dato che siamo solamente appassionati, ma per scrivere che tutto il complesso coristico e musicale, compreso i quattro solisti, splendidamente diretti dal maestro Andrea Sardi (suo padre Luca era nel coro e suo nonno il maestro Silvano, 91 anni, in prima fila!!), hanno onorato il grande musicista pesarese con una esecuzione incredibilmente straordinaria, e quindi non c’è bisogno di ulteriori aggettivi. Applausi scroscianti, interminabili, ripetuti richiami sul proscenio, hanno concluso una giornata davvero significativa, per una indelebile pagina  storica, nella tradizione, nella cultura e  nella grande musica. (Aldo Giovannini) Foto 1 (in alto): Altra inedita immagine del bombardamento aereo del 30 dicembre 1943 ( come del resto si legge in fondo alla foto). Le bombe scoppiano nella zona delle Fornaci Brunori, Fornaci Chini e nel viale della Stazione Ferroviaria. Foto 2 (qui sopra): Il sindaco Paolo Omoboni e l’assessore Cristina Becchi, tolgono il tricolore  dalla stele in pietra dove è incisa, in italiano ed inglese, la storia di Fido.  Foto 3 (qui sopra): Persone e bambini si accostano al monumento di Fido dove è stata collocata la piccola stele in pietra. Foto 4 (qui sopra): Autorità civili e militari rendono onore al Monumento alle Vittime Civili in piazza del Poggio. Foto 5 (qui sopra): Due alpini del Gruppo di Borgo San Lorenzo dopo aver deposto la corona d’alloro al monumento alle Vittime Civili in piazza del Poggio. Foto 6 (qui sopra): La cerimonia religiosa all’interno del Santuario del SS. Crocifisso di Borgo San Lorenzo Foto 7 (qui sopra Foto A. Buccoliero): Il complesso musicale e corale, diretto dal maestro Andrea Sardi, durante l’esecuzione della Petite Messe Solennelle di G. Rossini Foto 8 (qui sopra): Gli applausi dei presenti all’interno della Pieve di San Lorenzo con in testa il sindaco Omoboni e il pievano don Maurizio Tagliaferri. (Foto A.Giovannini – Foto A. Buccoliero)  

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