Leonardo Bottai, di recente eletto nuovo presidente della cooperativa Agriambiente Mugello, nel corso di una lunga intervista afferma in merito al sistema degli appalti nel settore dei Lavori Ambientali:
….Quello dei lavori ambientali e delle manutenzioni del verde è un comparto molto fragile ed in forte agitazione. Il problema non attiene solamente alla penuria di risorse: il mondo è cambiato in fretta negli ultimi anni ed ho l’impressione che, probabilmente, il futuro a cui stiamo puntando non vada nella giusta direzione e che quello buono rischi di fuggire alla nostra prospettiva. La crisi di alcuni settori ha fatto sì che imprese di diverso genere si affacciassero sul mercato dei lavori ambientali, aziende che applicando diversi contratti di lavoro possiedono strumenti di accompagnamento che permettono loro di poter essere più flessibili nei tempi di carenza. Una sana competizione si basa sul fatto che i competitor siano tutti dello stesso genere. Se da una parte poi abbiamo ribassi che inducono a pensare ad imprese che ricorrono al lavoro irregolare, mettendo spesso fuori mercato le aziende che operano nella legalità, dall’altra immagino che la mancanza di risorse abbia portato qualche problema per il controllo, da parte di chi ne ha la competenza, del rispetto delle norme. Se a questo si aggiunge il fatto che spesso alle gare sono invitate decine di aziende con l’istituto del sorteggio, allora davvero si comprende la differenza che c’è per le nostre imprese tra l’appetito e la fame […]. Nei territori non si ha più modo di stare, non si ha più responsabilità della propria immagine e la possibilità di poter concorrere alla manutenzione anche mettendoci la faccia! Il Codice degli Appalti ha cioè spostato geograficamente i segmenti di mercato, comportando maggiori costi, rischi ecc. e trasformando intere aziende in broker di mercato. Questa non è la nostra missione. Per evitare di assistere ad un ultimo urbanesimo, col risultato di veder trasferiti a valle tutte le incertezze ed i problemi della montagna e delle aree interne, dobbiamo promuovere gli strumenti riaffermati recentemente anche dalla normativa nazionale, come Leggi sulla multifunzionalità agricola, ancorché cooperativa, oppure l’utilizzo dell’Albo regionale delle imprese agricolo-forestali, poiché determinati interventi pubblici devono essere effettuati esclusivamente dalle imprese ivi iscritte. Albo che, ricordiamo, è aperto ad ogni impresa che risponda ai requisiti richiesti e che annualmente viene rinnovato con una procedura ad evidenza pubblica. Occorre poi riportare la cooperazione al centro di questo settore, rinnovando il forte legame tra committenza e concessionari, che consenta di salvaguardare i diritti delle persone nel lavoro…












