Scrive Guglielmo Braccesi, geologo mugellano con la passione del ciclismo, che tante volte ha collaborato anche con il nostro giornale:
Strada da Inari a Kargasniemi, Lapponia. Una serie di dirizzoni chilometrici molto ondulati, con salite e discese vertiginose tipo montagne russe, con il sole basso sull’orizzonte delle 23.00 che compare e scompare dietro ogni dosso, intorno il nulla più assoluto, se non tundra e laghi. Ad ogni salita Anselmone arranca sbuffando, mentre in discesa in fuorigiri, canta allegro e spensierato ondeggiando e beccheggiando sugli ammortizzatori. Percorriamo solitari questi 90 km che ci separano dal confine norvegese. Non una macchina, non un essere vivente, tranne qualche renna che ti compare dal niente rischiando d’essere investita. In lontananza, controsole in cima da un dosso, vedo roba muoversi. Rallento pensando all’ennesima renna. È invece un ciclista fermo a bordo strada che sbraccia chiedendo qualcosa. Ha finito l’acqua ed è disidratato. Gli diamo una bottiglia, gli riempiamo la borraccia, scambiamo due parole sulla passione per le due ruote. È da solo, sta andando ad Oslo. Non so quanti mila chilometri abbia fatto, ne quanti ce ne siano da li ad Oslo, ma so che la maglietta hero che indosso starebbe meglio indosso a lui. Ci scambiamo un saluto, poi ognuno per la sua strada, ognuno con le sue storie da raccontare. Noi con le nostre che si sono incrociate. Good luck hero!!












