Spiega una nota di Rifondazione Comunista, arrivata in redazione:
Abbiamo appreso dalla stampa dell’incontro di alcuni giorni fa a proposito dei giovani in Mugello. Avendo letto il programma delle due giornate ed alcuni riscontri di chi vi ha partecipato, non possiamo non esprimere la nostra sorpresa per l’approccio a dir poco autoreferenziale delle nostre istituzioni di fronte ad un mondo così complesso. Come spesso accade, per fare le cose ci sono due modi: quello semplice e quello giusto. Per esempio non possiamo non chiederci quante volte gli Assessori ed i Sindaci presenti a dispensare soluzioni per i ragazzi, si siano confrontati con loro al di fuori di uno schema classico del tipo palco → platea (sorvegliata da professori). L’obiettivo, per i giovani così come per i meno giovani, noi crediamo debba essere entrare in relazione con coloro che sfuggono alla socialità organizzata, coloro che sentono lontano l’associazionismo, lo stato e persino la scuola. Cosa ne pensano di noi e quali bisogni hanno? Scegliersi gli interlocutori è semplice, ma non è la soluzione né quando si pesca tra i ragazzi davvero impegnati, né quando si eleva a referente sociale chi con successo organizza feste private. Lontani dal pensare di avere la soluzione in tasca, crediamo che chi ambisce a comprendere prim’ancora di risolvere, debba mettersi sullo stesso piano dei ragazzi, di quelli a sedere al bar, di quelli che fumano sulle panchine, di quelli che semplicemente non escono. La strada sarebbe comunque lunga, ma se non la si intraprende mai si continueranno a fare solo belle conferenze ed a chiedersi come mai i giovani “non partecipano”. Gruppo Consiliare PRC Mugello












