In questi ultimi giorni, sulla terza pagina del “Giornale” (domenica 21 agosto 2016) e del “Corriere della Sera – versione regionale” (martedi 23 agosto 2016), Vittorio Sgarbi prima e Valeria Ronzani poi, hanno dissertato a lungo con ampie recensioni a tutta pagina, corredate da alcune splendide immagini a colori, su due grandi pittori che nella loro vita artistica hanno onorato la nostra terra (il Mugello): Francesco Furini (1603 – 1646) e Galileo Chini (1873-1956). Non vogliamo addentrarci tanto. Ricordiamo solamente che, per il primo grande artista, Sgarbi con la sua incantevole penna e modo di esprimersi, traccia una scheda significativa. Un illustre pittore manierista secentesco, forse il più grande del suo secolo, il quale com’è noto, già pittore affermato nelle corti con dipinti dove il nudo di donna era sempre in primo piano. Improvvisamente (anche lui ‘colpito sulla via di Damasco’) fattosi prete a 38 anni, ottenne la Prioria della Chiesa di Santo Ansano a Monteaceriaia (dopo l’abitato delle Salaiole – Il Poggiolo), grazie all’appoggio della nobil Famiglia Baldovinetti che ne avevano il patronato. Restò per pochi anni accattivandosi però la simpatia di tutta l’allora numerosa popolazione e fra una Messa e un Vespro, ebbe anche il tempo di affrescare e dipingere in tela tante belle immagini sacre nelle Pievi e Chiese del Mugello, fra cui una grande tela ( scomparsa; chissà che fine avrà fatto!), raffigurante il Padre Eterno collocata nell’Altare centrale nella Chiesa del Convento di San Francesco a Borgo San Lorenzo. Dipinse anche per la sua chiesa il patrono Sant’Ansano vestito alla “romana”, ma la notte del 26 novembre del 1903 fu rubato e mai ritrovato. Il Corriere Fiorentino, con la penna di Valeria Ronzani, traccia invece una bella biografia di Galileo Chini in occasione del 60° anniversario della scomparsa (1956-2016). Anche in questo caso viene fuori un affresco molto significativo della vita di questo straordinario artista, il quale benché non fosse nato a Borgo San Lorenzo ma a Firenze ( il babbo Elio nativo di Borgo, musicista al contrario dei fratelli tutti o quasi pittori, affrescatori, ornatori, decoratori, ceramisti e scrittori), anche se poi nel 1906 tornando nel paese dei suoi avi fondò con il cugino Chino le famose “Manifatture San Lorenzo Chini” divenendo direttore artistico fino al 1925, per poi proseguire la sua attività artistica a Firenze, fino al 1956, anno appunto in cui morì. In questa recensione della Ronzani il titolo – non poteva esser diversamente – ricorda la straordinaria avventura nel Siam, dal 1911 al 1913, quando fu chiamato ad affrescare e decorare la Reggia Imperiale di Bangkok. Da mugellani ci ha fatto piacere quindi leggere su questi quotidiani nazionali due medaglioni di così uomini illustri, che hanno operato anche se fra loro lontani nel tempo la terra mugellana, e nello stesso tempo, siamo felici, come abbiamo scritto nell’ultimo articolo di OK!Mugello (venerdi 19 agosto 2016), la performance del Teatro “Idea” di Borgo San Lorenzo diretto dall’amico Vieri Chini in quel di Montecatini, mettendo in scena un lavoro teatrale inerente a Galileo Chini nel Siam. Perfetta anamnèsi. (Aldo Giovannini) Foto 1: Quotidiano Il Giornale, domenica 21 agosto 2016, “I turbamenti di Furini fra erotismo e santità”. Foto 2: Francesco Furini in giovane età (1603-1646) Foto 3: Quotidiano Il Corriere della Sera, martedi 23 agosto 2016, “Chini, sguardo a Oriente”. Foto 4: Galileo Chini (1873-1956) in una rara immagine nel 1901 a soli 27 anni.












