Borgo San Lorenzo

Fratelli d’Italia Mugello – Emergenze e cattiva gestione del territorio: è ora di cambiare rotta

È arrivato il momento di un cambio di rotta: la tutela del territorio deve diventare una priorità assoluta, con una pianificazione urbanistica più attenta

Campomigliaio pochi giorni fa

Per decenni, la gestione amministrativa della sinistra, che dal dopoguerra governa il territorio, si è dimostrata miope e irresponsabile. Sono state concesse autorizzazioni edilizie in aree palesemente a rischio esondazione, permettendo la costruzione di capannoni industriali e abitazioni in luoghi dove, puntualmente, la natura ha presentato il conto.

Le conseguenze di queste scelte scellerate sono sotto gli occhi di tutti: danni ingenti alle infrastrutture, trasporti paralizzati, frane, evacuazioni e comuni ormai in dissesto finanziario che, di fronte all’ennesima emergenza, si ritrovano a bussare alla porta dello Stato per chiedere aiuti. E ogni volta che si verifica un evento atmosferico di un certo rilievo, il copione si ripete.

Un sistema inefficace: il ruolo del Consorzio di Bonifica

In questo scenario, viene spontaneo chiedersi: dove sta la sicurezza promessa? A cosa serve un ente come il Consorzio di Bonifica se i risultati sul territorio restano invisibili?

Paghiamo una tassa per un servizio che, nei fatti, non sembra garantire la protezione del territorio. È evidente che, così come sono organizzati oggi, questi enti non funzionano. Serve una riforma radicale: la creazione di un unico ente nazionale, con risorse e competenze adeguate, in grado di progettare e realizzare grandi opere di messa in sicurezza del territorio.

Senza interventi strutturali e coordinati, continueremo a rincorrere le emergenze anziché prevenirle.

Trasparenza e responsabilità: il caso dell’invaso di Bilancino

Un altro nodo cruciale è la gestione delle risorse idriche, come l’invaso di Bilancino. Serve maggiore chiarezza sul suo ruolo, sulle sue funzioni e sulla sua operatività in caso di eventi meteo straordinari. È fondamentale che i cittadini abbiano informazioni precise sull’effettiva capacità di questo bacino di mitigare i rischi idrogeologici.

Infine, bisogna smetterla con il rimpallo di responsabilità. Spesso si scarica la colpa sul Governo centrale, accusandolo di non firmare lo stato di emergenza nazionale nell’immediato, quando invece la vera responsabilità è di chi, per anni, ha amministrato senza una visione lungimirante.

È arrivato il momento di un cambio di rotta: la tutela del territorio deve diventare una priorità assoluta, con una pianificazione urbanistica più attenta e sostenibile, affinché tragedie annunciate non si ripetano più.

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