Questa mattina Papa Francesco, a Roma, ha incontrato le vittime del Forteto. Una delegazione rappresentativa di circa 15 persone, in parte aderenti all’associazione, in parte no. Un riconoscimento non scontato – e che alza il livello d’attenzione sul caso – da parte della chiesa Cattolica, frutto di una mediazione nata in seguito alla visita del pontefice nel Mugello, lo scorso 20 giugno, per commemorare i 50 anni dalla morte di Don Milani (qui). Il Papa, alle vittime, ha chiesto perdono. E margine sono arrivate le dure parole del Cardinale e Arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori. “L’incontro con il Santo Padre è stato fonte di consolazione per le vittime che si sono strette attorno a lui come figli lacerati e sofferenti – ha detto – ma il suo gesto di accoglienza rappresenta anche un importante segno di sostegno al cammino intrapreso dalle vittime perché emerga la verità sugli atti criminosi che hanno segnato la vita del Forteto, seminando profonda sofferenza che resta iscritta nella carne e nell’animo di tante persone. Una verità che deve essere sancita nelle aule della giustizia come pure deve diffondersi nella coscienza della collettività, soprattutto di coloro che hanno responsabilità nella conduzione della vita della società, chiamati ad assumere decisioni che riportino la legalità dove essa è stata così gravemente offesa, e impediscano la reiterazione dei crimini. Il cammino di riparazione e rigenerazione, che ha trovato luce e forza nelle parole e nei gesti di vicinanza del Papa, infatti include anche il porre fine definitivamente alle aberranti prassi di disfacimento della famiglia naturale che sono alla base degli abusi che hanno causato tante sofferenze“. Deciso anche il commento di Stefano Mugnai (FI), consigliere regionale toscano: “L’ udienza privata di questa mattina con Papa Francesco di una delegazione dell’associazione vittime del Forteto accompagnata dal cardinale Giuseppe Betori rappresenta un passo importante verso una ‘nazionalizzazione’ di questa drammatica vicenda di abusi che non c’è ancora stata, che il Pd ancora tenta di evitare e osteggiare, ma che riteniamo debba rappresentare il necessario compimento di una doverosa resa di giustizia ai bambini e ragazzi affidati dai tribunali a quella comunità-setta e per questo abusati. In questo senso, le vittime del Forteto sono vittime di tutti. Sono vittime di Stato“.













