Mugello

Forteto, dal passato al passato: ecco la nuova Coop

Forteto, dal passato al passato: ecco la nuova Coop

Come l’edizione rinfrescata di un testo a stampa: cambia la copertina, non il contenuto. Sarebbe arrivato giovedì scorso, infine, il tanto atteso organigramma che riassume l’assetto della cooperativa il Forteto. All’interno dello scheletro aziendale (anche se di pubblico, ancora, non c’è nulla) resterebbero tutti i volti noti: compresi assolti, prescritti e condannati in secondo grado. Sotto le direttive del presidente Ferdinando Palanti e del manager ad interim Marco Aiazzi, agiranno Mauro Vannucchi (3 anni e 2 mesi), Elena Tempestini (3 anni), Francesco Bacci (2 anni e 8 mesi), Silvano Montorsi (assolto e prescritto); ma pure Alberto Bianco, Paolo Bianchi o Stefano Morozzi, quelli che – scrivono i giudici del Tribunale nel 2015 – si resero protagonisti di deposizioni gonfie di reticenze e volute omissioni, del tutto avulse dalla realtà e con l’unico scopo di difendere Rodolfo Fiesoli. E non furono i soli: non a caso il nuovo processo collaterale sul Forteto potrebbe partire dall’indagine della Procura di Firenze sulle 11 false testimonianze rese in aula. Dunque, la domanda legittima diventa: alcuni indagati – di cui ancora non si conosce ufficialmente l’identità, ma per cui è stato aperto un fascicolo apposito – figurano nel nuovo organigramma? Interrogato dal Corriere Fiorentino, Palanti non ha ceduto: «Niente da dire, l’organigramma è una cosa interna, perché dovremmo renderlo pubblico?». In ogni caso, però, aveva già parlato per tutti Aiazzi, ascoltato per ben due volte dalla commissione regionale d’inchiesta Bis. Il 2 giugno scorso affermava: «Ho presentato un progetto di riorganizzazione dell’azienda, con un nuovo organigramma, secondo una ipotesi organizzativa opposta a quella attuata finora». E infatti, in quasi due mesi, non è cambiato niente: perché dentro restano gli stessi di prima, con ruoli più specifici. Anzi, no: c’è un ritorno di fiamma. L’ex-presidente storico, Stefano Pezzati (assolto per due reati su tre in appello, e per il terzo prescritto ma chiamato a rispondere in sede civile) tornerà con importanti compiti gestionali dopo tre anni di «esilio». Aiazzi, per la verità, era stato chiaro. Visto mai qualcuno volesse far polemiche. Davanti ai consiglieri precisava: «Il Forteto si è auto-commissariato, nominando un nuovo presidente e me, l’azienda sta facendo delle cose». E ancora: «Se vogliamo fargliele fare, dobbiamo anche sopportare certe situazioni». Insomma, fino al 2013 nella Coop c’erano: Pezzati, Vannucchi, Bianco, Morozzi, Montorsi, Bianchi, Tempestini, Bacci e compari.  Nel 2016, dopo il rinnovamento, ci sono: Pezzati, Vannucchi, Bianco, Morozzi, Montorsi, Bianchi, Tempestini, Bacci e compagni. Taglio netto?

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