L’Unione montana dei Comuni del Mugello si costituisca parte civile nel processo Forteto. Lo chiede alla giunta il Consiglio dell’Unione in una mozione approvata nella seduta di ieri (mercoledì 10 luglio).
Dopo una discussione serrata e articolata, è stata approvata la mozione presentata dal gruppo Centrosinistra, illustrata dal capogruppo Enrico Paoli. La stessa richiesta era avanzata nella mozione del capogruppo di Fratelli d’Italia Paolino Messa, insieme a quella di commissariamento della cooperativa agricola a tutela della realtà economica e degli stessi lavoratori.
Nel corso della discussione, a più voci, si sono espresse e ribadite solidarietà alle vittime e piena fiducia nella magistratura; e lo si rimarca con forza nella mozione. Il Consiglio esprime “solidarietà alle vittime di abusi e totale condanna per qualsiasi forma di violenza, in particolare a danno di minori e persone in difficoltà” nonché “piena fiducia nell’operato della Magistratura, unica sede abilitata a dare risposte alle legittime esigenze di giustizia e verità”, deplorando “la campagna politico-mediatica che, sovrapponendosi impropriamente al percorso giudiziario, pretende di giudicare e condannare senza basi concrete persone e istituzioni del territorio mugellano”.
“E’ necessario e doveroso – si legge nella mozione – distinguere tra le responsabilità penali dei singoli, in via di accertamento, e l’operato di realtà come la Cooperativa ‘Il Forteto’, che hanno avuto un ruolo positivo nello sviluppo economico e sociale del territorio e nella creazione di lavoro”.
Esprimendo “solidarietà ai lavoratori della cooperativa ‘Il Forteto’ e a tutti coloro che, senza alcuna colpa, subiscono le conseguenze negative della vicenda giudiziaria e del relativo clamore mediatico”, si auspica che “la discussione sulle responsabilità di singoli non sia tale da determinare la riduzione dei posti di lavoro o, al peggio, la chiusura delle attività produttive della cooperativa ‘Il Forteto’, con conseguenze drammatiche sulla vita di centinaia di persone che non hanno alcuna responsabilità nelle vicende oggetto del processo giudiziario”.












