Ieri, dal Pd (regionale e nazionale) sono arrivati una conferma e un dubbio in più. Primo: i guai del Forteto non sono le vittime (per le quali c’è «piena solidarietà), né i carnefici (sui quali si dà «pieno appoggio alla magistratura»), ma, semmai, le «inopportune speculazioni ai fini della polemica politica». Sia chiaro. Secondo: non si sapeva se alla Coop ci fosse stata o meno un’ispezione del Ministero dello Sviluppo Economico (la terza dopo quella del 2013 e del 2014) per stilare un rapporto riguardo l’ipotesi di commissariamento dell’azienda. Oggi però, su quest’ultimo punto, per conferma ufficiale della Cooperativa, se ne sa di più: l’ispezione ministeriale c’è stata eccome, addirittura la settimana scorsa, e gli ispettori dopo il sopralluogo se ne sarebbero andati «pienamente soddisfatti». Il problema è questo: ieri non l’avevano capito i Consiglieri regionali partiti alla volta di Roma per esporre le analisi di oltre un anno di lavoro. E non l’aveva capito – o almeno così sembra – neanche lo stesso Mise; che infatti, con le parole di Giovanni Orsini (vice capo gabinetto del Ministro Carlo Calenda) rendeva conto di alcuni accertamenti in corso che dovrebbero terminare con un «sondaggio» tra i sindaci mugellani. Tutto da valutare, insomma. Il dubbio, sempre quello: affidare la struttura nelle mani dello Stato, col tanto vituperato commissariamento (che in Toscana è sinonimo di licenziamenti scriteriati e azzeramento totale); oppure lasciare tutto com’è? Paolo Beni, deputato Pd, esprimendosi a nome del Partito, in realtà ha fatto intendere di averne di certezze: optando decisamente per l’attuale gestione di Ferdinando Palanti. Anche se, come ha ricordato Paolo Bambagioni, le porte non sarebbero ancora chiuse. Ma proprio nessuno sapeva della visita del Mise a Vicchio? Uno sì: Leonardo Marras, capogruppo in consiglio del Pd. Due giorni fa, di sera, venivano fuori sue dichiarazioni riguardo «un’ispezione approfondita conclusasi solo pochi giorni». Ma anche di più: si tiravano le somme. Già perché «in via definitiva», per lui, era stata comprovata «l’esistenza delle condizioni per proseguire nell’opera di risanamento e di discontinuità con il passato». Tradotto: commissariamento, de che? E allora il centro-destra, ma pure il centro-centro, come il Nord e il Sud del resto, si sono chiesti: ma chi gliel’ha detto? E perché, se a Roma parlano di «ispezione in corso», Marras dà già per assunto il risultato «in via definitiva»? Al Ministero non sanno quello che fanno o fingono di non saperlo e, a tavolino, è già stato deciso tutto? Stefano Mugnai, Jacopo Alberti, Andrea Quartini, Giovanni Donzelli e lo stesso Bambagioni hanno polemizzato – con toni alterni – per l’ambiguità emersa dal comportamento di Marras. Qualche imbeccata dal mondo Legacoop (Negrini Docet)? Qualche soffiata dal Forteto? Perché sapeva prima e, a quanto pare, meglio di altri? Che ne sa di come andrà a finire? Lui ha risposto, oggi pomeriggio: «La solita tempesta in un bicchier d’acqua la polemica agitata da Donzelli e dagli altri oppositori. Non ho mai affermato di conoscere l’esito dell’ispezione, ho solo detto che sappiamo che si è conclusa e che si può continuare nell’opera di discontinuità invocata da tutti». E l’accertamento «in via definitiva»? Figurarsi. Tradotto, ancora: commissariamento, de che? Marras ha puntato il dito, in particolare, contro Donzelli. Come mai? Per le accuse esplicite dell’esponente di Fratelli D’Italia. «Purtroppo la storia si ripete – ha detto stamattina – dopo la prima ispezione del 2013 l’allora segretario del Pd Patrizio Mecacci ammise di aver avuto la relazione, prima ancora che fosse pubblica, dall’allora presidente Pezzati. Una relazione che chiedeva il commissariamento, sconfessata poi dagli stessi ispettori pochi mesi dopo, quando a Palazzo Chigi era arrivato Matteo Renzi (…) Ieri abbiamo avuto la conferma chiara che su questa vicenda il Pd continua a giocare sporco e a fare muro, sconfessando persino ciò che ha approvato pochi mesi fa in Consiglio regionale». Parole dure. Che aprono nuovi, anzi vecchi, vecchissimi scenari. Ma che si inseriscono pienamente sulla scia del mantra ripetuto all’inizio: quello delle «inopportune speculazioni ai fini della polemica politica». L’unico elemento assodato, stando al Pd. E infatti Marras nella replica di oggi ha continuato: «Il pregiudizio troppe volte supera la realtà e fa compiere atti fuori luogo». Sia chiaro, un’altra volta: nessun gioco sporco. E si sa: gli oracoli, di pregiudizi, non ne hanno. Dicono quello che vogliono, quando vogliono: e spesso c’azzeccano.
Forteto. L’ispezione del Ministero e l’oracolo di Marras












