Mugello

Forteto. Artemisia invita alla riflessione

Vicchio. Un biblista e due musicisti pop per parlare di giustizia

In merito alla nota diffusa ieri dall’Associazione Vittime del Forteto (clicca qui per leggere l’articolo), relativa alle vertenze intraprese da alcuni soci fondatori contro la Cooperativa Il Forteto, Artemisia sottolinea il timore che: “Una contrapposizione così aspra tra sopravvissuti che hanno posizioni differenziate e a tratti non sovrapponibili, non possa che aggiungere dolore, rabbia e divisione ad una vicenda che ha già ferito tanto profondamente, insieme a ciascuno di loro, un intero territorio e i suoi abitanti”. E spiega in una nota:

L’esperienza del Progetto Oltre ci ha insegnato che l’unica distinzione che ha realmente senso rispetto a coloro che appartengono alla generazione dei soci fondatori de Il Forteto, è tra chi ad un certo punto ha messo in discussione la propria appartenenza al sistema e se ne è distanziato e differenziato, anche assumendosi la responsabilità dei propri comportamenti, e tra chi non lo ha fatto. Dobbiamo mantenere alto il livello di complessità della riflessione su questo tema, partendo dal presupposto che chiunque abbia inizialmente aderito alla setta Forteto, rimanendo poi impigliato nelle sue maglie, ha inevitabilmente colluso con il suo funzionamento e le sue regole maltrattanti, allo stesso tempo subendole. Un piano estremamente articolato che non può essere oggetto di semplificazioni. Riteniamo inoltre che rientri nella sfera  dell’autodeterminazione di ciascuno l’iniziativa di avviare un procedimento giudiziario a tutela dei propri diritti, e che spettino unicamente alla Magistratura le valutazioni circa l’opportunità della sua fondatezza, o meno. Questo senza dimenticare che anche le risposte giudiziarie fotografano e hanno fotografato inevitabilmente realtà parziali e non del tutto corrispondenti, in una vicenda di questa complessità, alla verità storica vissuta dalle vittime. Condividiamo in pieno il richiamo alla giustizia per tutte le vittime, sottolineando in particolare i diritti di coloro che ancora bambini sono stati collocati a Il Forteto dalle Istituzioni, e lì abbandonati, che avrebbero diritto ad accedere a forme di compensazione, economica e non solo, per il danno patito, e al riconoscimento di diritti speciali. Queste sono richieste di cui tutti coloro che a vario titolo si occupano della vicenda Forteto dovrebbero a nostro avviso farsi portavoce in tutte le occasioni possibili, cogliendo in questo senso anche la grande opportunità rappresentata dalla Commissione di Inchiesta Parlamentare e dalla nomina del Commissario. Senza dimenticare di volgere lo sguardo anche verso la prevenzione e l’impegno attuale a evitare che situazioni analoghe si ripetano o si svolgano nell’omertà e nel silenzio.

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