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Flc Cgil Toscana denuncia atti intimidatori contro i docenti e difende la libertà di insegnamento

Il sindacato evidenzia inoltre la mancanza di prese di posizione ufficiali da parte del Ministero dell’Istruzione e del competente...

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La Flc Cgil Toscana esprime una ferma condanna nei confronti dei recenti atti di intimidazione rivolti al personale docente e dei tentativi di limitare la libertà di insegnamento attribuiti ad Azione Studentesca, associazione riconducibile al partito Fratelli d’Italia. Secondo quanto denunciato dal sindacato, da alcune settimane in diverse province toscane, tra cui Prato e Pisa, oltre che in altre regioni italiane, sono comparsi volantini contenenti un qr code che rimanda a un questionario volto a individuare presunti “professori di sinistra” all’interno delle scuole.

La Flc Cgil Toscana ritiene che tale iniziativa configuri un vero e proprio tentativo di schedatura degli insegnanti, giudicato penalmente perseguibile e lesivo dei principi costituzionali. Il sindacato sottolinea come azioni di questo tipo richiamino pratiche di controllo e di repressione riconducibili a periodi storici caratterizzati da derive autoritarie, in netto contrasto con i valori democratici su cui si fonda il sistema scolastico italiano.

In questo contesto viene richiamato anche l’episodio avvenuto presso il liceo Livi di Prato, dove Azione Studentesca ha affisso uno striscione ritenuto intimidatorio nei confronti dei docenti che avevano promosso un percorso di riflessione sull’antifascismo nell’ambito dell’insegnamento di educazione civica. La Flc Cgil è intervenuta a sostegno del personale scolastico coinvolto, ribadendo la necessità di tutelare l’autonomia didattica e la democrazia all’interno delle istituzioni educative.

Il sindacato evidenzia inoltre la mancanza di prese di posizione ufficiali da parte del Ministero dell’Istruzione e del competente ufficio scolastico regionale, definendo tale silenzio particolarmente preoccupante alla luce della gravità dei fatti segnalati. Viene ricordato come la libertà di insegnamento sia garantita dall’articolo 33 della Costituzione, che tutela i docenti non solo nella scelta dei contenuti e delle metodologie, ma anche da ogni forma di pressione o condizionamento esterno.

Secondo la Flc Cgil Toscana, anche iniziative che non si traducono in censure formali possono produrre un effetto dissuasivo sull’attività didattica, soprattutto quando determinati temi vengono etichettati come “sensibili” per ragioni estranee al contesto scolastico. Per queste ragioni, il sindacato, attraverso il segretario generale Pasquale Cuomo, ribadisce l’impegno a contrastare qualsiasi tentativo di restringere i diritti del personale della scuola, riaffermando che la libertà di insegnamento non può essere subordinata né a pressioni politiche né a reazioni autoritarie incompatibili con l’ordinamento costituzionale.

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