Ci sono momenti nella storia in cui, dopo la fine di un conflitto e dopo che gli uomini hanno deposto le armi, si sente il bisogno di ricordare e di tramandare. Questo accadde anche nel 1918. I sopravvissuti a quella catastrofe ebbero la forza, il coraggio e la volontà di raccontare la loro esperienza e di tradurre i loro ricordi in brani di pura letteratura, affinché tutti, ma soprattutto le generazioni successive, comprendessero e non dimenticassero gli orrori di quella guerra. I ricordi tradotti in romanzi o in versi. Nacque così negli anni del primo dopoguerra una corrente letteraria in cui si scrisse della guerra mondiale e soprattutto dell’esperienza di guerra, all’interno della quale parteciparono non solo scrittori e intellettuali già affermati, ma anche giovani che vollero fare del tema della vicenda personale il soggetto della loro popolarità. Scrivere la Grande Guerra è l’argomento della Mostra che l’Associazione storica culturale “Sulla Linea del Fronte” propone dal 28 maggio al 5 novembre (orario di apertura: 10-12.30 / 14.30-18) nei locali dell’Ex seminario arcivescovile di Firenzuola. La Mostra percorre una breve antologia di testi, mettendo a confronto autori di paesi e di estrazione sociale e culturale diversa. E sebbene queste diversità d’intenti narrativi e culturali traspaiano nei loro testi, tutti però sono uniti da una convinzione. Il fatto che la prima guerra mondiale è stato il più drammatico, assurdo e sofferto conflitto del Ventesimo secolo.


Saverio Nepi











