Per la prima volta nella storia del Comune di Firenzuola i dipendenti hanno proclamato lo sciopero. Si tratta dello sciopero di due ore, che vuole essere innanzitutto una protesta simbolica, dolorosa ma necessaria a causa della grave situazione venutasi a creare nei riguardi del salario accessorio; che non viene distribuito ai dipendenti dal 2007.
Il salario accessorio è una parte di retribuzione, prevista e stabilita dal contratto collettivo nazionale di lavoro e pertanto obbligatoria, i cui criteri di distribuzione fra i dipendenti devono essere contrattati a livello locale, fermi restanti i principi e gli istituti stabiliti dal contratto nazionale. Lo stanziamento delle risorse necessarie a finanziare tale remunerazione è fissato dalle norme e l’ammontare della somma disponibile viene determinato annualmente dagli uffici competenti del Comune (ragioneria).
“”Vogliamo precisare – spiega una nota della Funzione Pubblica Cigl Mugello – che la vertenza dei dipendenti comunali non è relativa a richieste di somme maggiori rispetto a quelle stabilite dalla legge e non comporta alcun aggravio di spesa per l’ente e di conseguenza per i cittadini. Infatti si tratta di una controversia relativa ai criteri di distribuzione; criteri che, come sopra accennato, devono essere contrattati fra i rappresentanti dell’amministrazione e la rappresentanza sindacale dell’Ente e non possono essere oggetto di un atto impositivo””.
In sostanza l’amministrazione rifiuterebbe di utilizzare le somme a disposizione per finanziare le progressioni economiche orizzontali (che sono un riconoscimento finanziario di modesta entità che va a sommarsi allo stipendio dei lavoratori). Tale istituto è disciplinato da un apposito regolamento (approvato e applicato fin dal 2003) e viene applicato sulla base di una graduatoria che si forma in funzione di vari parametri, fra i quali quello di maggiore peso è rappresentato dalla valutazione delle prestazioni di lavoro dei singoli dipendenti. Pertanto si tratta di un meccanismo che premia in modo stabile i dipendenti più meritevoli per l’impegno, la competenza, la precisione etc.
“”L’amministrazione attuale – continua la nota della Cgil – ha espresso una totale chiusura e un netto rifiuto alle progressioni orizzontali, rendendosi inadempiente nei riguardi del precedente contratto anno 2006 e adducendo tale rifiuto a motivi intollerabili e antisindacali. In primo luogo, nel corso di riunioni ufficiali (anche in Prefettura) il rifiuto è stato spiegato con i nominativi dei dipendenti che figurano ai primi posti nell’ultima graduatoria valida, quella del 2007 (che comunque dovrebbe essere aggiornata al 2010 e che quindi è passibile di cambiamenti). Alcuni di tali nominativi non piacciono all’amministrazione, non a causa del proprio demerito, in quanto trattasi di dipendenti con notevole anzianità di servizio, che sempre si sono distinti per le ottime valutazioni conseguite nel corso degli anni, ma a causa di giudizi strettamente personali (che dipendono da rapporti privati) di sindaco e assessori. Inoltre vengono sbandierati motivi politici e di crisi economica che niente hanno a che vedere con l’oggetto del contendere, perché, crisi o non crisi, si tratta di somme che il comune ha l’obbligo di spendere per i suoi dipendenti, somme che obbligatoriamente vengono stanziate nei bilanci annuali e che in caso di mancato accordo vengono congelate in attesa dell’accordo stesso””.
Come è evidente, non è accettabile che il rispetto delle regole dipenda dai nominativi dei beneficiari, né è tollerabile la strumentalizzazione politica della crisi economica.
Pertanto la Cgil chiede:
1) Il rispetto del contratto collettivo decentrato 2006 che prevede le progressioni orizzontali e che non è stato revocato all’interno dei suoi termini di validità;
2) L’applicazione del regolamento vigente relativo alla formazione della graduatoria che dà diritto alle progressioni orizzontali;
3) L’immediata cessazione da parte dell’amministrazione dei comportamenti antisindacali e diffamatori nei riguardi dei dipendenti.
Vogliamo infine ricordare a tutti che il rispetto delle regole comuni e dei contratti è il fondamento del vivere civile; è dovere di ognuno assicurarne l’applicazione.











