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Fiorentina-Juventus. Il commento di Giannini della disfatta del Franchi…

Fiorentina Juventus. La presentazione di Marcello Giannini, storica firma del giornalismo sportivo...

Da Marcello Giannini, storica firma del giornalismo sportivo e della trasmissione 90esimo minuto, riceviamo questo commento sull’amara sconfitta di sabato al Franchi contro la Juventus:

C‘è forse bisogno di esorcizzare lo stadio fiorentino; perché la magica notte
bianconera appartiene ad una realtà inimmaginabile, anche se per ora è stato
trovato l’agnello sacrificale in quel Corvino.

L’uomo che aveva riportato Firenze nella Coppa dei Campioni, come ‘italianamente’ io continuo a chiamarla (basta con questa stupida moda di anglicizzare anche i nostri proverbi). Incancellabili le immagini in quella davvero magica curva Ffesole: bianco – viola a far risaltare la sola magllia della Fiorentina.

Maglia svuotata del contenuto umano di un qualsiasi giuocatore, splendido invito a giocare per quella maglia, appunto, da riempire con un’anima purtroppo dissoltasi anche per colpa di una terna arbitrale (sembra pensata con singolare invenzione): gli arbitri non vestono più il nero, hanno quasi o sempre maglie colorate, ma sabato diciassette la loro divisa era bianconera, anzi, nero-bianca.

Coincidenza del destino. E la coppia Bergonzi (arbitro) e Stefani (assistente a guardare troppo e niente) hanno innescato la causa della disfatta, in spregio  all’immagine della curva Fiesole. Il mio amico Braschi ha scelto male; e peggio di lui il gambassino presidente Nicchi.

Già, la politica non praticata degli arbitri che non si scelgono Con discrezione; ma vanno estratti integralmente con l’aiuto tecnologico di un supporto che non può essere solo postumo (oggi col risultato inamovibile se non per errore tecnico).

La stampa tutta silente sul fatto accertato, visto e rivisto: “Io c’ero, è successo sotto i miei occhi: Cerci fuori, sì, ma anche De Ceglie, reo del primo fallo (manata). La severità deve essere egualitaria, se no diventa ingiustizia.

E regolamento alla mano, o fuori o almeno l’ammonizione se il fallo di reazione può essere valutato più grave. E il toscano Chiellini con la scenata dei richiami e le grida da forsennato in panchina, andava a mio avviso cacciato.

O andrebbe punito, come da sanzionare sarebbe la terna, con la prova televisiva. A proposito: niente fair play, dirigenti viola . Armi e bagagli da prendere per contestare al Gotha del calcio la sorta di sopruso che ideologicamnete ha soffocato lo slancio di rinascita di una comunità civile come quella dei fiotrentini tornati per amare.

Dissenso invece per i cori anti Mamma, evitabili. Un appuntamento sciupato ,
un’offesa al buon senso e alla speranza in una complicità forse generale. Ma vale per tutti gli stadi, dove ci si batte per non retrocedere. Conclusione con tristezza: la Juventus non aveva bisogno di favori e la Fiorentina di umiliazione. Ma la giustizia magica della imponderabilità umana non paga sempre al punto giusto: quella maglia viola senz’anima mostrata dalla Fiesole che si è svuotata con rabbioso languore dei suoi tifosi, chiede la riparazione al destino più celeste. C’è da crederci anche se il calcio è davvero malato e si ostina in un grottesco rappresentativo che sciupa i reale valori della sua natura sociale.

Marcello Giannini

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