Firenze

Fine vita e autodeterminazione. Dai medici fiorentini l’appello per una legge nazionale

Nel corso dell’incontro, il presidente dell’Ordine dei Medici di Firenze, Pietro Dattolo, ha sottolineato come le decisioni...

Pietro Dattolo, presidente dell’Ordine dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri di Firenze

Il tema del fine vita e dell’autodeterminazione della persona assistita torna al centro del dibattito pubblico e professionale, con un forte richiamo alla necessità di una legge quadro nazionale e di un rafforzamento dell’informazione ai cittadini. È quanto emerso dal convegno “Autodeterminazione nel fine vita”, svoltosi nei giorni scorsi presso la sede dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Firenze, che ha visto la partecipazione di oltre cento persone tra professionisti sanitari, rappresentanti istituzionali, magistrati e avvocati.

Nel corso dell’incontro, il presidente dell’Ordine dei Medici di Firenze, Pietro Dattolo, ha sottolineato come le decisioni consapevoli nelle fasi finali della vita debbano poggiare su regole chiare e strumenti di tutela efficaci. Secondo Dattolo, il tema coinvolge direttamente la responsabilità etica dei medici e il rapporto di fiducia con i pazienti, rendendo non più rinviabile un intervento normativo nazionale che definisca un quadro omogeneo, affiancato da un maggiore impegno nella diffusione delle Disposizioni anticipate di trattamento, ancora poco utilizzate da una parte significativa della popolazione.

Al dibattito ha preso parte anche il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ha richiamato l’entrata in vigore della legge regionale sul fine vita, evidenziando come essa abbia colmato un vuoto normativo in assenza di una disciplina statale. La normativa toscana, ha spiegato, traduce in procedure oggettive e imparziali i principi stabiliti dalla Corte Costituzionale, consentendo l’accesso a un percorso di fine vita medicalmente assistito nel rispetto dell’autodeterminazione della persona. Allo stesso tempo, è stata ribadita la necessità di un intervento legislativo nazionale che garantisca uniformità su tutto il territorio.

Durante il convegno sono stati approfonditi gli aspetti medico-legali, costituzionali, clinici ed etici del fine vita, chiarendo le differenze tra il rifiuto dei trattamenti sanitari previsto dalla legge 219 del 2017, la morte volontaria medicalmente assistita e l’eutanasia. È emersa inoltre l’importanza di un approccio multidisciplinare che metta al centro la persona, la qualità della vita e il ruolo di una medicina orientata non solo alla cura, ma anche all’accompagnamento nella sofferenza.

Il percorso di riflessione dell’Ordine dei Medici di Firenze prosegue con un’iniziativa culturale in programma mercoledì 28 gennaio, che prevede la proiezione del film “Le invasioni barbariche” seguita da un dibattito aperto. L’obiettivo dichiarato è continuare a favorire il confronto tra professionisti su un tema complesso e sensibile, rafforzando al contempo la consapevolezza dei cittadini sugli strumenti disponibili per esprimere le proprie scelte nelle fasi finali della vita.

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