Mugello

Finanziati i centri Sprar del Mugello. Carlotta Tai: «Così l’immigrazione non si subisce»

Finanziati i centri Sprar del Mugello. Carlotta Tai: «Così l'immigrazione non si subisce»

L’Unione dei Comuni del Mugello avrà i suoi centri SPRAR (Servizio Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati, istituito dal Ministero dell’Interno). Ossia un centro di seconda accoglienza (come il Villaggio La Brocchi a Borgo) per migranti già passati da un centro di smistamento e che siano in attesa di accoglimento della domanda di protezione, o l’abbiano già ottenuta. La notizia, riportata anche ieri (clicca qui per info) è che il Mugello ha ottenuto importanti fondi per organizzare questo tipo di accoglienza, diversa da quella gestita direttamente dalle Prefetture (solitamente in accordo con le cooperative, senza coinvolgere gli enti locali). Nelle graduatorie per l’accesso ai fondi 2016-2017 destinati all’accoglienza SPRAR l’hanno spuntata Dicomano, Pontassieve e, con ben due proposte, l’Unione dei comuni, a sua volta delegata da Borgo San Lorenzo, Barberino, Scarperia e San Piero a Sieve e Vicchio. In pratica tutto il Mugello, o quasi, sarà coinvolto nel progetto. E questo a seguito della valutazione di un’apposita commissione al cui interno figuravano, tra gli altri, un rappresentante dell’Associazione nazionale comuni italiani (ANCI), e uno dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR). Risultato: per occuparsi al meglio dei flussi migratori alle amministrazioni saranno assegnati contributi diretti, da integrare poi a cofinanziamenti minori erogati degli stessi comuni. L’operazione coinvolge, dal Nord al Sud, oltre 200 centri. Ed è rivolta a chi venga riconosciuto lo status di rifugiato o di protezione sussidiaria (dunque, protezione internazionale) oppure quello di protezione umanitaria. Passiamo ai numeri. L’Unione Montana ha incassato dal Governo due sì. Il primo per un progetto sull’accoglienza ordinaria (55 posti), con finanziamento di 400mila euro nel 2016 e oltre 700 mila nel 2017. Il secondo – 149mila euro per questo anno e 254mila nel prossimo – per un servizio di accoglienza specifica (20 posti). Cioè per chi necessità di assistenza e cure: come anziani, madri e bambini. Quanto pagano i singoli Comuni in tutto questo? Parteciperanno, nel biennio, con un apporto economico complessivo di 78mila euro. Con l’aiuto di varie associazioni locali, e l’attribuzione già effettuata attraverso un bando, a Borgo San Lorenzo sarà allestita la struttura assistenziale, mentre negli altri paesi quelle ordinarie. Dicomano, invece, potrà mettere a disposizione 25 posti con una spesa di circa 560mila euro, di cui 58mila dalle casse cittadine. Pontassieve, in ultimo, 30 posti per 684mila euro nelle due annualità: e il cofinanziamento ammonterà a circa 34mila euro. La graduatoria resa nota dalla Prefettura fiorentina riporta anche la valutazione assegnata sulla base dei requisiti richiesti dallo SPRAR (per esempio la mediazione linguistica-culturale, o la tutela psico-socio-sanitaria): in questo senso, da 1 a 100, Dicomano ha ottenuto un alto punteggio con 83, Pontassieve 78,5 e l’Unione 74. In merito alla questione si è pronunciata Carlotta Tai, vice-sindaco di Vicchio e delegata mugellana al tavolo per l’immigrazione dell’area metropolitana. «Il Mugello è già attivo da tempo – ha dichiarato – e più volte ha dimostrato di saper gestire il fenomeno. Il punto è questo: l’immigrazione esiste, non si può credere il contrario o rifiutarla, e tramite progetti come lo SPRAR possiamo fare in modo di non subirla, ma anzi gestirla ed indirizzarla». E ancora: «E’ un modello di integrazione attiva e non passiva, che cerca di evitare tutte le problematiche del caso. Un certo tipo di Populismo, o peggio il qualunquismo, invece, non saranno mai la soluzione, dobbiamo capirlo».

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