Il grande convegno sul filosofo e medico mugellano Antonio Cocchi (n.1695 – m.1758), che si tenne nel 2008 a Villa Pecori Giraldi, in occasione del 250 anniversario dalla morte, e dove giunsero nel capoluogo mugellano scienziati, scrittori, giornalisti e medici da quasi tutta Italia (avemmo l’onore di portare numerosi medici a visitare l’abbandonata villetta settecentesca del Cocchi sotto Monti nel territorio degli Alberucci e di Votanidi a cento metri da villa La Brocchi),
ha portato i suoi frutti poiché veniamo a conoscenza che gli scritti, i trattati, i diari, le analisi, i resoconti, le scoperte ed altro del grande scienziato mugellano, ben 127 mila, sono stati scansionati per consentire agli studiosi e non solo di consultare facilmente online tutto quello che ha lasciato Antonio Cocchi, “mugellano”, come amava firmarsi questo straordinario personaggio, nato casualmente a Benevento dal funzionario mediceo Giacinto (la famigliola abitava nell’attuale piazza Garibaldi), in missione nella città campana, si compone addirittura di 103 quaderni manoscritti.
L’iniziativa è stata resa possibile grazie al Grande Oriente d’Italia, che ha deciso di sponsorizzare il progetto (come leggiamo da un servizio sul quotidiano La Nazione), poiché il Cocchi fu il primo “massone” d’Italia di cui si hanno notizie certe, come nota Riccardo Viligiardi, medico: “- Con questa operazione abbiamo voluto rendere omaggio, come si legge in una nota ufficiale, allo studioso mugellano e soprattutto venire incontro ai ricercatori, che di continuo chiedono di poter visitare e visionare quelle carte così importanti-“. La digitalizzazione del prezioso materiale, a cura della Ditta Adcata, è stata presentata da diversi funzionari della Biblioteca Biomedica, fra cui la dott.ssa Donatella Lippi, che fu una delle principali artifici del grande convegno di Borgo San Lorenzo.
Tralasciamo per un momento la scienza del Cocchi per inoltrarci in quella che era la sua passione quando con la sua famiglia veniva a villeggiare nel Mugello; la stradina poderale che dal bivio de La Brocchi porta alla villetta a Monti, è costeggiata da un torrentello “il Fontegianni”. Il Cocchi, si tirava su i calzoni e a piedi nudi, con il suo fattore e i suoi figli, si dilettava ad innalzare delle piccole cascatelle per rendere questo prezioso e rigoglioso rivolo d’acqua pura, più piacevole e naturalmente più pescoso, poiché era ghiotto dei …ghiozzi, che con la forchetta infilzava sotto i bianchi sassi. Il Pananti a Ronta (molto positivo il convegno tenuto lo scorso ottobre alla Biblioteca di Borgo), si dilettava ad innalzare i “paretai” con la “pania” (gli uccelli rimanevano appiccicati), poichè era un accanito cacciatore e grande mangiatore di arrosti, mentre il Cocchi friggeva i pesci del Fontegianni; simpatici gli hobby di questi due grandi illuministi, filosofi e pensatori del ‘700 mugellano. (Aldo Giovannini)
Foto 1 : Lo scienziato e medico Antonio Cocchi “mugellano” (1695-1758)
Foto 2 : La villetta del Cocchi a Monti
Foto 3 : Una cascatella realizzata dal Cocchi nel ‘700 sul Fontegianni.
Foto 4 : Una seconda cascatella realizzata dal Cocchi nel ‘700 sul Fontegianni.














