Atleti da tutta Italia. Quasi un record di partenti (oltre 150), alla 70° Edizione della Coppa della Liberazione, gara nazionale per allievi, organizzata dal Club Ciclo Appenninico 1907 di Borgo San Lorenzo e dall’Anpi, una delle manifestazioni ciclistiche giovanili più antiche d’Italia, che vide la luce l’11 settembre del 1946, due anni dopo la liberazione della cittadina, che fu ideata, allestita ed organizzata dal Gruppo Sportivo Giovanile “Gino Bartali” di Borgo San Lorenzo. Come sopra scritto moltissimi sono stati gli atleti, provenienti da tutta Italia (ed infatti il vincitore è di Verona), che si sono dati battaglie sulle strade mugellane in un circuito appositamente scelto, molto veloce, che però non è riuscito a dare quegli scossoni agonistici, come questa gara ci aveva abituato quando cioè si doveva scalare il Montecarelli, le rampe di San Martino sulla Futa e non per ultimo i cipressini dopo 90 chilometri di percorso. Ma per una serie di circostanze restrittive per un intenso traffico veicolare, anche la Coppa della Liberazione si è dovuta adeguare alle nuove norme stradali. Poi – e non sarebbe onesto nasconderlo – questa gara anche se sempre affascinante non porta più i centinaia e centinaia di sportivi sia alla partenza che all’arrivo (solo gli addetti ai lavori e pochi altri), per un’insieme di motivazioni, facilmente intuibili, che sarebbe troppo lungo elencare (bastava vedere la mattina il corteo istituzionale della Liberazione; pochissime persone). I tempi sono decisamente cambiati. Alla partenza della gara era ospite Marcello Mealli, con i suoi 86 anni ben portati, vincitore della I° Coppa della Liberazione con i colori dell’Unione Ciclistica Aretina, al quale gli è stata concessa dal sindaco Paolo Omoboni una medaglia d’oro. Lo abbiamo avvicinato e una volta che ci siamo presentati, Mealli si è subito ricordato di nostro babbo Amilcare, presidente all’epoca del G.G.S. ”Gino Bartali”, che andò a prelevarlo con un Gippone inglese guidato da “bordino” (Tiberio Aiazzi), passando fra Mugello e Val di Sieve verso il Valdarno fra strade dissestate e sterrate, ponti e viadotti crollati, ferite ancora aperte dopo la seconda guerra mondiale. Ricordi indelebili che Mealli ci ha trasmesso con una mente ancora vivida. Ma della prima Coppa della Liberazione avremo modo di riparlarne per portare a conoscenza ricordi e memorie sempre state nascoste. Infine per quanto riguarda la parte tecnica, il vincitore Filippo Zana della Pressana di Verona, ha battuto in volata un folto gruppo che si presentato sulla linea del traguardo in via Caduti di Montelungo. La storia continua. Ordine d’arrivo


- Filippo Zana (Cage Capes- Pressana di Verona )
- Iacchi Alessandro (Fosco Bessi Calenzano)
- Luca Volpi (Progetto Ciclismo Rodengo) a 2”
- Giulio Chiti (Ss Aquila Ganzaroli)
- Federico Marchi (Uc Casano)
- Andrea Innocenti (Pol. Milleluci)
- Diego Cisamolo (Cage Capes)
- Filippo Magli (San Miniato Ciclismo)
- Samuele Carpene (Off. Alberti Uc Val d’Illasi)
- Lorenzo Giopp (Uc Foen Mictu)
La premiazione; al centro il vincitore Filippo Zana ( G.S. Pressana di Verona), a sinistra il secondo arrivato Alessandro Iacchi (Fosco Bessi Calenzano- Firenze) e a destra il terzo arrivato Luca Volpi (Progetto Ciclismo Rodengo, Saiano di Brescia) 1946. Una immagine inerente alla Coppa della Liberazione. Il Gippone inglese con Amilcare Giovannini e Tiberio Aiazzi “bordino”, che andò a prelevare i ciclisti nel Vardarno in occasione della I° Coppa della Liberazione.












