In quel luogo antico, storico, bellissimo, come la Badia di Moscheta, fondata da San Giovanni Gualberto mille anni orsono, i dipinti di Enrico Pazzagli, pittore, amico, decano degli artisti del Mugello e dell’Alto Mugello, socio fondatore dell’Associazione “dalle terre di Giotto e dell’Angelico”, non poteva trovare miglior collocazione in loco dei suoi dipinti, sia in acquerello che ad olio. La denominazione della mostra “ C’era una volta” ha destato molto interesse nei tanti visitatori che si sono portati in quel magnifico lembo di terra dell’Alto Mugello e quello che è stato lasciato, nero su bianco, nel libro delle firme, (Verba volant, scripta manent), è il chiaro ed evidente segno di come la tavolozza di Enrico sia apprezzata e benvoluta. C’è però anche una tristezza che viene nelle sue opere, che traspira sulle tele, segnatamente quando Enrico raffigura tanti luoghi, tanti posti, che molti anni orsono erano vivi e palpitanti ed ora sono abbandonatati, deserti, fatiscenti. Parliamo non so di Ca’ di Vestro, Brentosonico, Gamogna, i Diacci, Lozzole, ed altri luoghi dell’Alto Mugello e del Santerno, ma l’artista mugellano riesce a dare una palpitazione coloristica non comune, riesce cioè a rivalutare l’abbandoino e il silenzio. Questa è sempre stata la strada di Enrico; una mostra a Moscheta da visionare con calma e tranquillità, come si addice fra quelle secolari mura. La personalità di Pazzagli si chiuderà domenica 31 agosto 2014.
‘C’era una volta’. L’Alto Mugello di Pazzagli alla Badia di Moscheta











