In questi ultimi anni la frase “Fede Popolare” è ormai insita quando si parla di musei dove sono conservate tante opere d’arte sacra, come ce ne sono alcuni nel nostro Mugello (vedi Sant’Agata, Vicchio, Bosco ai Frati, etc,etc), ma per tanti sono parole museali, antiche, vecchie, ormai perse nel tempo e nello spazio, dove la scomparsa della secolare civiltà contadina e la conseguente chiusura di tante piccole chiesette, ha relegato nei libri e nei musei la vita sociale che era imperniata sulla “Fede Popolare” dei nostri nonni e dei nostri progenitori.
Una parentesi chiusa si dirà, ma non ancora, poiché basti ricordare anche se in forme ridotte le tante feste religiose di fede popolare che ancora, con orgoglio cristiano, resistono nel nostro Mugello. Un esempio, fra i tanti, ci è venuto venerdì scorso 13 ottobre dell’anno 2017, in occasione dell’inaugurazione della Chiesa di San Pietro a Luco di Mugello, che dopo alcuni mesi di lavori di restauro e di recupero è tornata agli antichi splendori (la facciata non è ancora terminata) e per commemorare la fine del Centenario delle Apparizioni a Fatima della Beata Vergine Maria.
In moltissimi hanno risposto all’appello del parroco don Cristian Domenico Comini, una vera e propria moltitudine di ”popolo”, se è vero com’è vero, quando è uscita la processione, prima della Santa Messa solenne in canto, il labaro parrocchiale era in fondo allo stradone la coda dovere ancora uscire dalla chiesa di Luco, e questo per la presenza di tantissime persone, uomini, donne, ragazzi, bambini, con in mano i “framblau”, quindi le autorità civili e militari con il sindaco Paolo Omoboni, la rappresentanza dei Carabinieri di Borgo San Lorenzo, la rappresentanza della Guardia di Finanza, le associazioni Combattentistiche e d’Arma con l’associazione dei Carabinieri in congedo e il Gruppo Alpini, la Confraternita di Misericordia, il Gruppo Donatori di Sangue Fratres, molti religiosi del convento del Bosco ai Frati, del Convento di San Carlo ai Cappuccini, (con tanta tristezza si notava la mancanza delle Suore di Santa Marta), sacerdoti delle varie parrocchie del comune di Borgo San Lorenzo ed oltre (era presente anche don Remo Collini di Dicomano, 95 anni suonati!), con in testa – davvero una bella realtà musicale – la Banda Filarmonica di Galliano di Mugello.





Molte erano le abitazioni illuminate, nella strade del paese, così anche i vari tabernacoli, dando una bella soddisfazione al parroco don Cristian, che tanto si è adoprato, dal giorno del suo arrivo a Luco di Mugello, affinché la chiesa e tutti gli annessi e connessi potessero venire recuperati e restaurati (che vergogna l’attiguo Monastero – ex Ospedale del Mugello – cadente e fatiscente), per il bene della popolazione luchese. Dopo la solenne processione è stata celebrata la Santa Messa officiata da Monsignor Gaetano Bonicelli, Arcivescovo emerito di Siena, già Ordinario militare per l’Italia, che aveva accanto tutti i sacerdoti.
Per ragioni famigliari non siamo potuti restare alla cerimonia conclusiva (mi si dice che la Corale ha intonato canti che si erano persi nel ricordo collettivo “bella tu sei qual sole, bianca più della luna..”, “alla Madonna del Mugello”), ma una cara amica di Vicchio di Mugello, giornalista e stimata scrittrice, ci ha inviato quella che è la chiosa finale di questa bella giornata; “La celebrazione officiata dall’arcivescovo di Siena, il quale durante l’omelia ha parlato come un nonno o comunque come un bravo pastore di pecorelle smarrite, ringraziando la comunità di Luco dicendo, che forse in nessun altra parte d’Italia gli risulta che siano stati fatti degli incontri di preghiera dedicati alla Madonna di Fatima per cosi tanti mesi di seguito. Quindi anche grazie al suo modus operandi così carismatico e vicino alla gente nonostante abbia celebrato dando le spalle ai fedeli come avveniva molti anni fa è stata una cerimonia bellissima, che si è conclusa dopo le 23. Poi tutti insieme nei saloni della parrocchia per gustare un copioso buffet, offerto naturalmente dalla massaie di Luco in un clima di grande festa, di grande amicizia, di grande aggregazione popolare”. Ne siamo felici.
(Foto cronaca di A.Giovannini)












