Il Comitato per l’Organo “Stefanini 1696” e l’Associazione E20 – Eccezionali Eventi, hanno presentato sabato scorso 27 febbraio 2016, il primo evento, di due serate programmate, dedicato ad uno dei più straordinari artisti come Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610) con alcuni intermezzi musicali all’organo della Prof. Marilisa Cantini. Nonostante alcune concomitanze e la ferale notizia della scomparsa di Andrea Salvadori, che è stato esposto all’interno dell’Oratorio di Sant’Omobono questo primo evento si è quindi svolto nella Pieve di San Lorenzo (è stato dedicato in onore del Diacono Andrea da poche ore scomparso), condotto dalla Prof. Daniela Cappelli, nota e brava storica dell’arte che ha dissertato con bravura e competenza al pubblico presente, (abbiamo notato alcuni componenti del Teatro Idea con in testa Vieri Chini), parlando di alcuni aspetti, poco conosciuti, della vita e dell’arte del Caravaggio, ma non certo meno seducenti, in particolare i rapporti della sua arte con la musica con la letteratura. Aiutandosi con un video per proiettare alcune immagini iconografiche bellissime e conosciutissime (alcune inedite) del Caravaggio, Daniela Cappelli ha praticamente preso per mano gli astanti portandoli ad una conoscenza più intima dell’artista. Tutto questo intervallato (idea felice) da tre intermezzi musicali di tre altrettanti autori, come Noel Bauldeweyn, musicista fiammingo del sec. XVI, del quale poco si conosce ma che deve la sua fama proprio a Caravaggio, che nel dipinto “Riposo durante la fuga in Egitto” ha raffigurato il manoscritto di una sua composizione. Si tratta del Mottetto “ Quam pulchra es”, sul versetto 7 del Cantico dei Cantici. Marilisa Cantini ne ha fatta una trascrizione per Organo che ha eseguito mentre sullo schermo ci si soffermava sul dipinto in questione. Il secondo intermezzo è stato sull’immagine del dipinto “ I Musici”, nel quale Caravaggio ha raffigurato un Madrigale di un’altro autore fiammingo del XVI secolo, Jacques Arcadelt, dal titolo “ O felici occhi miei”, eseguito sempre in una sua trascrizione per Organo. Il momento musicale conclusivo della serata è stato il secondo movimento, Adagio, dal Concerto per oboe, archi e basso continuo in re minore di Alessandro Marcello. Divenuto celeberrimo anche grazie al famoso film di Enrico Maria Salerno “ Anonimo Veneziano”, del 1970, il brano ci ha avvolto con la sua struggente sofferenza, la stessa che si avverte in molte opere del protagonista di questa serata : Caravaggio. Applausi sentiti e sinceri. Non lo nascondiamo anzi lo scriviamo senza nessuna piaggeria, dopo questa significativa anamnèsi sul Caravaggio di Daniela Capelli, molti estimatori presenti in Pieve ( noi compresi), sono tornati a casa con una “cognizione” molto più ampia. Secondo evento sabato prossimo 5 marzo 2016, alle ore 21 nell’Oratorio di Sant’Omobono con Paolo Marini, scrittore, giornalista, storico, il quale racconterà la vicenda umana di Vermeer – per quel non moltissimo che se ne sa – e presenterà i suoi capolavori, evidenziando gli aspetti per i quali ancora oggi essi esercitano su di noi un fascino irresistibile. Jan Vermeer (1632-1675), cittadino olandese, padre di famiglia (quindici figli!), un po’ pantofolaio, stimato da colleghi e clienti, praticamente mai allontanatosi dalla cittadina natale. Questa pagina storica e artistica Paolo Marini la presentò tempo indietro alla Casa di Giotto a Vespignano ottenendo un grande successo. Anche in questa parentesi artistica, ci sarà l’apporto dagli intermezzi musicali a cura della Prof. Marilisa Cantini; Jan Peterszoon Sweelinck, del quale ascolteremo un Corale a due voci, una fuga e il celebre “ Ballo del Granduca”, un tema e variazioni dal canone. L’ingresso è libero e l’eventuale offerte serviranno a finanziare il restauro appunto dell’Organo Stefanini 1969. Jan Vermeer (1632-1675), il grande artista olandese, che sarà presentato dal dott. Paolo Marini sabato prossimo 5 marzo 2016 all’interno dell’Oratorio di Sant’Omobono. La famosa ragazza con l’orecchino di Vermeer.














