Una lettera che arriva in redazione. E che mette in rilievo una cosa piuttosto frequente nei nostri paesi. Ossia la presenza di un’area privata sostanzialmente abbandonata (accade ad esempio anche a Ronta, con il vecchio Hotel Parco dei Fiori) lasciata in balia della vegetazione. Ecco cosa ci scrivono da Dicomano:


Oggi pomeriggio una serpe di oltre un metro e mezzo era allungata a uno dei nostri cancelli che perimetrano il prato comunale. E la terza volta che accade in questi ultemi due anni. E non per caso. Da oltre sette anni l’area privata confinante, è stata recintata per un progetto di recupero che finora non è stato realizzato. L’area è in totale stato di abbandono, e’ diventata una selva impenetrabile di rovi. Più volte la pubblica amministrazione e’ stata sollecitata affinché imponesse, con ordinanza, la ripulitura di tutto il sottobosco, che finora e dopo estenuanti insistenze, i proprietari si sono limitati alla potatura dei rovi che fuoriescono dalla rete e arrivano quasi a lambire le finestre degli appartamenti al pian terreno. In questo prato giocano i nostri bambini. Non è immaginabile cosa potrebbe succedere se uno di questi rettili si avvinghiasse a qualcuno di loro, come accadde ,l’anno scorso, al gatto dei vicini che, senza l’intervento di una persona presente, avrebbe potuto fare una brutta fine. E’ bene ricordare che la paura puo ‘ provocare gravi danni alla salute, (diabete, caduta di capelli, ecc). E dopo, a chi dovrebbe essere imputata la responsabilità, alla serpe? Eppoi, anche senza giungere a queste gravi conseguenze, è legittimo imporre ai cittadini di vivere in tale degrado e con il timore di trovarsi una serpe in casa o sul pianerottolo? Lidia Giannelli












