Una lettera da Dicomano, la denuncia di Lidia Giannelli, ex Consigliere Comunale di Pdci e Rifondazione Comunista. Ecco il testo:
A Dicomano non c’è più un albero. Praticamente tutti abbattuti e quei pochi rimasti , tutti spelacchiati con un ciuffo in cima che dovrebbe fungere da chioma. È questo che si intende per messa in sicurezza del verde pubblico? Nel viale di Scaffaia, quartiere degli anni ’70 e non del Medioevo, accanto ai pini marittimi o similari di quel periodo, pioppi che si erano ammalati furono sostituiti con cipressi dall’amministrazione Ciucchi. A niente valsero le proteste di alcuni di cittadini, che ricordavano, al di là del gusto floristico, il potente potere allergenico di quelle piante. Chi soffre di allergia prenda gli antistaminici , cortisone , o cambi zona, insomma si arrangi perché per ora pare siano gli ultimi alberi superstiti , oltre a quelli della via del cimitero. E pensare che il Primo Cittadino è anche responsabile della salute pubblica. Non solo , nel prato pubblico dello stesso quartiere imperano da 36 anni 4 piante, di cui non rammento il nome, a foglia caduca che fanno lunghi baccelli come frutto. In tutto questi anni non sono mai state curate, e in effetti, nonostante la buona ombra estiva, rischiavano di spezzarsi. Oggi sono venuti gli operai a potarle. ci sono state diverse proteste sul criterio in cui ciò avveniva, cioè lo stesso applicato pei i pini superstiti: spogliate lungo il tronco lasciando i rami più alti. Mi sono permessa di osservare, che in qualunque paese del mondo, le piante adibite all’ombra vengono potate potenziandone, nei limiti del possibile, lo sviluppo in larghezza delle fronde, mi è stato risposto che è stato l’assessore preposto a disporne il criterio. Ecco , se veramente è così, a chi occupa quel ruolo dovrebbe essere reso obbligatorio un corso di formazione ambientale, prima di qualunque decisione. Rimanendo al tema , nella nuovissima Scuola per l’Infanzia, i cui lavori sono andati avanti quasi un decennio, piccoli alberi cresceranno e passeranno 4 generazioni di bambini prima che possano fare loro ombra: quelli di oggi giocano sotto il sole cocente o si riparano nei terrazzi adiacenti le aule. Non ci si poteva pensare un prima? Nell’attesa, però sarebbero auspicabili dei gazebo, visto che gli ombrellini sarebbero d’intralcio nei giochi dei bambini! Lidia Giannelli ex consigliere Comunale Pdci- Rc












