Li avevamo chiamati “ i desaparesidos dell’ accoglienza ”, quei migranti ospitati dei centri d’accoglienza nel Mugello, ma che poi decidono di andarsene senza lasciare tracce. Questo il fenomeno che il sindaco di Firenzuola ha ricordato tra le dichiarazioni rilasciate al nostro giornale.
In proposito, vista la complessità e delicatezza del sistema accoglienza, abbiamo contattato Maria Stagnitta responsabile di Associazione Insieme, associazione di Borgo attiva nei servizi sociali da più di trentanni, e Luigi Andreini presidente di ass. Progetto Accoglienza (Villaggio La Brocchi) per capire come sia la situazione nel Mugello.
Riguardo le sparizioni entrambi ci confermano che il fenomeno esiste anche se con numeri contenuti. Ma, in generale, come ci spiega Andreini anche nel caso di fuga non commettono illegalità. “Le persone che vengono nei centri, sono libere, non è una struttura di contenimento. Se per motivi personali devono andarsene non sono vincolate a rimanere”. Ci possono essere varie motivazioni per cui un migrante abbandona il centro d’accoglienza “perché sta seguendo delle tappe migratorie per raggiungere la comunità o parenti e amici residenti altrove alcuni lo dicono”.
E così conferma anche Maria, spiegando che nel loro caso complessivamente sono andati via 5 adulti e 1 minore e che, comunque “la prefettura di Firenze è molto presente sul territorio e monitora la gestione”.
Il rischio, però, è che che rimanendo senza protezione in movimento su un territorio straniero e senza conoscere la lingua possano essere indotti a cadere tra le fila della criminalità e dello sfruttamento. Lo faceva presente il sindaco di Firenzuola e ce lo conferma anche Andreini. Ma come tiene a precisare “Questo è possibile anche ai disoccupati italiani nei confronti della criminalità organizzata e del lavoro nero”.
La maggioranza, comunque, sarebbero quelli che rimangono e per loro sarebbero previsti anche “permessi” per andare a trovare un parente.
Nel caso delle sparizioni, oltre alla segnalazione all’autorità competente, spesso la Prefettura, non viene fatto altro. “L’importante è che le strutture che hanno in carico i soggetti comunichino la partenza per una questione di trasparenza”.
La Prefettura, quindi, ne perde le tracce e al loro posto manda nuovi profughi. L’unico modo che ha per rintracciare la persona è nel caso in cui sia stato fotosegnalato ossia registrato in Questura. “Quindi si garantisce una memoria del migrante che permette di riconoscerlo qual ora sia trovato”.
Alla domanda se il Mugello sia un’isola felice, Maria ci illustra i servizi che le Cooperative garantisco con una forbice di 30-33 euro il giorno: servizio alberghiero, servizi igienici, cambio completo di vestiti all’arrivo, la scuola di italiano, buono di 3 euro, la consulenza del mediatore e del legale.












