Pubblichiamo di seguito la lettera di auguri di Natale di Don Pasquale Poggiali, dalla Costa d’Avorio. In una mail che ha inviato alla nostra redazione Don Poggiali parla di situazione difficile, quasi il paese fosse alla vigilia di una nuova guerra civile. E rivolge i suoi auguri alla redazione ed a tuti i lettori. Ecco di seguito il testo della lettera:
Carissimi,
….questo davvero è un Natale molto diverso dagli altri, almeno per noi che viviamo in Costa d’Avorio. Questo bel Paese, considerato fino agli anni 90 “la Svizzera dell’Africa” è semplicemente irriconoscibile…
Mentre vi scrivo queste righe, abbiamo il coprifuoco; tutte le frontiere, terrestri, aeree marittime, sono chiuse; tutte le radio e TV sono oscurate, eccetto quella governativa; gli SMS sono bloccati; per ora funziona solo internet. Gli ivoriani sono prigionieri nella loro stessa patria.
Ch’è successo? Ci sono state le elezioni presidenziali. Il vecchio presidente, visto che aveva perso, ha eliminato i voti di alcune regioni, dicendo che non erano affidabili. Così è riuscito ad avere il 51%. Il suo avversario ne ha avuto il 54% nel conto fatto dalla Commissione Elettorale.
Questo è riconosciuto dall’ONU; dalla Comunità Europea, da Obama e dalla Francia, dalla Comunità Africana e da diversi altri Paesi del mondo. Diceva Ayedemà, Presidente-dittatore del Togo: “volete che colui che organizza le votazioni, perda le votazioni?” Attualmente abbiamo… due presidenti: il vecchio imposto dalla forza, il nuovo dalle urne.
Dice un proverbio africano: “Quando ci sono due elefanti che si battono, chi soffre è l’erba sotto i loro piedi! ” Cioè, noi! Eh, sì, povera gente dell’Africa, non se le meriterebbe queste sofferenze: l’Africa è il continente che ha più guerre, più dittatori, è il peggio governato, è il più povero, ed il più ricco di risorse naturali…
Quest’anno sono trent’anni che lavoro in questo Paese, della cui gente sono molto innamorato, ma vedo che il tribalismo è la…“loro democrazia”, ed il loro male. Anche se è scoraggiante dopo tanti anni e tanto lavoro, vedere dove è caduto questo Paese, e con quale voracità i loro “capi” calpestano questa brava gente; ciò mi incoraggia maggiormente a restare in questo luogo e seminare ancora, a pieni mani, i valori del Vangelo e di Cristo.
NOTIZIE DELLA MISSIONE:
E’ il caso di dirlo, alla Missione le cose vanno molto bene! Noi ci diamo molto da fare per la nostra gente, e la gente risponde con tanto affetto. L’ho constatato il giorno della celebrazione dei miei 30 anni di permanenza in Costa d’Avorio. Ho avuto manifestazioni d’affetto che non mi aspettavo…
La Missione di Bonoua che era molto vasta fino a qualche anno fa, ha dato origine a ben 6 nuove parrocchie. Questo fatto, fa onore ai confratelli che hanno ben lavorato a Bonoua. Non siamo qui per colonizzare, ma per aiutare questa comunità di cristiani a crescere.
Un’altra bella notizia è che il nuovo vescovo della nostra diocesi è stato scelto nella Congregazione di Don Orione. E’ il primo orionino africano.
Io l’ho avuto come stagiaire per un anno, prima che andasse in teologia; e poi come vice direttore a Anyama. In seguito è andato missionario in Kenia, là insegnava all’università di Nairobi. All’inizio di quest’anno è rientrato in Costa d’Avorio e dopo pochi mesi è stato consacrato Vescovo di Grand Bassam.
Alcuni Progetti portati avanti con la collaborazione degli amici del-l’Associazione Solidarietà Missionaria, mi ricordano la vostra generosità, che, anche se i tempi sono molti duri, il vostro spirito di solidarietà è grande. Nonostante le difficoltà, riusciamo a mantenere a scuola, diversi ragazzi. La scuola, con la sanità, sono le nostre preoccupazioni, dopo l’annuncio del Vangelo. Viene una stretta al cuore, quando diversi ragazzi, anche quest’anno, per mancanza di mezzi, si sono dovuti ritirare dalla scuola.
Il PROGETTO IPPOCRATE, mai come in questo periodo di povertà economica, è uno strumento utile per aiutare tanta povera gente. La speranza di vita diminuisce di anno in anno; non perché la razza africana non è longeva, ma per l’impossibilità di comprare delle medicine.
Con 10 €, per esempio, si può comprare un trattamento per la malaria. Con 30 €, un trattamento contro il tifo: due malattie molto diffuse in questa zona. Un grande grazie a chi, in vari modi, ci aiutano a pagare le medicine e dare un piccola salario alle nostre infermiere, che con il loro lavoro e la loro dedizione, aiutano tanta povera gente.
Un’altra cosa bella che abbiamo alla Missione di Bonoua, è che ogni tanto abbiamo delle visite di amici, di persone che ci vengono a dare una mano e partono tutte con il… mal d’Africa; il desiderio di poter ritornare. E’ la magia di questa terra e di questa gente.
Ci apprestiamo a giorni a celebrare la nascita di Cristo. E’ stato profetizzato come il “Principe della Pace”. Troverà ancora spazio in queste terre insanguiniate dall’egoismo e dalla cattiveria di pochi? Noi diciamo ogni giorno “che il tuo Regno venga”. Noi ci crediamo. E noi diciamo con i primi cristiani: “Marà–na-tà”, Vieni Signore Gesù. Ecco il nostro grido, ecco il nostro augurio, di un BUON NATALE ed un ANNO NUOVO, che speriamo migliore per tutti.
Don Pasquale Poggiali
Nella foto: Don Poggiali un una immagine di repertorio. Fonte www.assomis.it












