Slava Ukraina

Cronologia della perfidia: come la RF ha utilizzato i giorni “festivi” per bombardare le infrastrutture civili

Per il Cremlino, qualsiasi “tregua” è solo una pausa tattica per il raggruppamento o un momento opportuno per sferrare un...

Cronologia della perfidia come la RF ha utilizzato i giorni festivi per bombardare le infrastrutture civili

Nonostante gli accordi formali e i ripetuti appelli della comunità internazionale al “regime di silenzio” in occasione delle date di maggio, il periodo dal 9 all’11 maggio 2026 è diventato l’ennesima prova dell’impossibilità di raggiungere una tregua duratura con l’aggressore. Le truppe di occupazione russe non solo non hanno cessato il fuoco, ma hanno anche utilizzato questi giorni per attacchi dimostrativi contro le infrastrutture civili e critiche dell’Ucraina.

Secondo i dati dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine e dei gruppi di monitoraggio, nell’arco di tre giorni sono state registrate oltre 140 violazioni del regime di cessate il fuoco. Gli attacchi hanno avuto un carattere combinato: dai duelli di artiglieria sulla linea di contatto agli attacchi massicci con droni contro le città delle retrovie.

Geografia e descrizione degli eventi: dove la situazione è stata più critica

1. Regione di Kharkiv e direzione di Kup’yansk (9 maggio)

La Russia ha utilizzato il simbolismo della data del 9 maggio per un bombardamento di massa di Kharkiv e degli insediamenti limitrofi. Verso le 10:00 del mattino, il nemico ha lanciato un attacco con sistemi S-300 su un’area residenziale a Saltivka. Due edifici multipiano sono stati danneggiati ed è scoppiato un vasto incendio.

A Kup’yansk, durante la giornata, sono stati registrati 12 “arrivi” di artiglieria diretti ai nodi logistici e al settore privato. L’obiettivo non era solo colpire traguardi militari, ma anche creare panico tra la popolazione locale in un giorno che la propaganda nemica cercava di presentare come una “festa”.

2. Regione di Donetsk: Bakhmut e Chasiv Yar (10 maggio)

Il giorno successivo, l’epicentro delle ostilità si è spostato nella regione di Donetsk. Nonostante la tregua locale dichiarata per l’evacuazione dei civili nella zona di Chasiv Yar, le unità russe hanno aperto il fuoco con mortai pesanti e sistemi MLRS “Grad”.

Il bombardamento è durato oltre tre ore, bloccando il lavoro dei gruppi di volontari. Nel distretto di Bakhmut, il nemico ha applicato la tattica della “terra bruciata”, utilizzando munizioni incendiarie. Ciò ha portato alla distruzione di magazzini con aiuti umanitari destinati alle comunità in prima linea.

3. Sud: Zaporizhzhia e Kherson (11 maggio)

La fine del periodo “festivo” è stata segnata da un attacco notturno di droni kamikaze di tipo “Shahed-136/131” su Zaporizhzhia. Le forze di difesa aerea sono riuscite ad abbattere la maggior parte degli obiettivi, tuttavia i detriti hanno causato la distruzione di un impianto di infrastruttura energetica, provocando un blackout parziale in due distretti della città.

Contemporaneamente, a Kherson sono stati registrati oltre 40 bombardamenti dalla sponda sinistra del Dnipro. Il nemico ha colpito deliberatamente strutture mediche e fermate dei trasporti pubblici.

Aspetti tecnici delle violazioni

In questi tre giorni il nemico ha impiegato:

  • missili da crociera: 4 unità (3 intercettati)
  • UAV d’attacco: oltre 60 unità
  • bombe aeree guidate (KAB): fino a 30 unità nelle zone di confine delle regioni di Sumy e Kharkiv
  • proiettili d’artiglieria: oltre 2500 colpi lungo l’intera linea del fronte

Conclusioni sulla situazione attuale

Gli eventi del 9–11 maggio 2026 permettono di trarre alcune conclusioni sconfortanti ma realistiche:

  • totale assenza di volontà politica per la de-escalation

Per il Cremlino, qualsiasi “tregua” è solo una pausa tattica per il raggruppamento o un momento opportuno per sferrare un attacco a tradimento inaspettato. L’ignoranza degli accordi è diventata un elemento fondamentale della strategia russa.

  • utilizzo del simbolismo come arma

Gli attacchi proprio in queste date miravano a demoralizzare la società ucraina, dimostrando che per l’aggressore non esistono “linee rosse” né date sacre. È un tentativo di dimostrare la dominanza dello scenario di forza su quello diplomatico.

  • esaurimento delle risorse della difesa aerea

Gli attacchi massicci con droni durante il periodo festivo avevano lo scopo di costringere l’Ucraina a consumare i rari missili per i sistemi di difesa aerea occidentali, al fine di preparare il terreno per successivi attacchi missilistici contro le infrastrutture critiche alla fine della primavera.

  • minaccia umanitaria

Il blocco dei corridoi di evacuazione con il fuoco d’artiglieria testimonia la consapevole violazione del diritto internazionale umanitario, atto che dovrebbe diventare oggetto di esame nei tribunali internazionali come l’ennesimo crimine di guerra.

L’Ucraina continua a mantenere la difesa, consapevole che l’unica garanzia di sicurezza non sono gli accordi cartacei con la RF, ma una potente resistenza militare e il continuo sostegno degli alleati nel rafforzamento delle capacità difensive del Paese.

Foto fornita dal sito https://ru.euronews.com

Vincenzo (Vyacheslav) Lysenko
Inviato speciale per OKMugello dall’Ucraina

Change privacy settings
×