Borgo San Lorenzo

Musica e arte in Sant’Omobono

Musica e arte in Sant'Omobono

In quel piccolo scrigno “chiniano” com’è il secentesco Oratorio di Sant’Omobono di Borgo San Lorenzo, mirabilmente restaurato e recuperato con gusto, passione ed armonia, nonostante molteplici difficoltà finanziarie, ma superate grazie a generosi contributi di tanta parte della popolazione, si è tenuto nei giorni scorsi un evento artistico-musicale estremamente significativo nel contesto culturale del capoluogo mugellano.

Per la parte artistica, Federigo Bencini il maestro delle “Icone Sacre” (già apprezzato maestro fotografo), ha voluto con generosità rispondere immediatamente al Comitato per il restauro dell’organo monumentale di Faltona (già del tutto smontato e trasportato a Montemurlo per i lunghi e meticolosi lavori di recupero), allestendo una bella mostra delle sue opere sacre e paesaggi mugellani, il cui ricavato dalle eventuali vendite sarà devoluto interamente allo stesso comitato.

 

Presentato dallo scrivente di queste note, Federigo Bencini ha raccontato con emozione e commozione la sua vita, la sua famiglia, il suo lavoro e naturalmente dopo la scomparsa in età ancora giovanile della moglie, il suo avvicinamento alla fede, la passione (e la bravura) di realizzare quelle piccole-grandi opere, che raffigurano nell’iconografia balcanica i volti della Madonna e del Bambino, con i colori scintillanti di oro e di argento che caratterizzano una cultura cristiana lontana nel tempo e nello spazio, ma ancora viva e nei cuori di tanta gente. Una bella mostra in un ambiente altrettanto bello.

Per la parte musicale ecco un gruppetto di giovanissimi allievi della Scuola di Musica “Letizia Tozzi” diretti dalla prof. Sabrina Landi-Malavolti, che si sono esibiti in un variegato repertorio di musiche di Bach, Purcell, Vivaldi, Mozart, Bizet, Beethoven, Haydn, etc,etc, dimostrando una buona preparazione, una discreta tecnica, suscitando i convinti applausi delle tante persone che affollavano l’Oratorio di Sant’Omobono, per la felicità e l’orgoglio della loro brava direttrice, ovviamente contenta dell’esibizione dei suoi giovani allievi.

Dopo il concerto e prima dell’inaugurazione della mostra, con il consenso del pievano don Maurizio Tagliaferri, che ha avuto belle parole per tutti (artista e giovani musicisti), è stata fatta ascoltare, dopo 90 anni, la voce dell’antica campana del campanile di Sant’Omobono, appena recuperata e ricordata come la “nevosa”. Un applauso davvero scrosciante ha accolto i rintocchi della “nevosa” (sarà motivo in futuro di far conoscere il perché  di questo nomignolo), che aveva accompagnato per secoli l’evolversi della vita cristiana, sociale e civile del paese.  Un particolare ringraziamento da parte del comitato per il restauro dell’organo di Faltona all’artista Federigo Bencini e al complesso musicale diretto da Sabrina Landi-Malavolti.
(A.G.)    

Foto 1 (In alto): Foto ricordo dell’Ensemble “Archi e Fiati” della Scuola di musica “Letizia Tozzi”, dopo il concerto all’interno dell’Oratorio di Sant’Omobono; da sinistra Gregorio Naldi (violoncello), Valerio Pini (pianoforte), Gherardo Ulivi (clarinetto), la direttrice Prof. Sabrina Landi-Malavolti, Duccio Santini (sax), Martina Jandelli (pianoforte), Francesco Darmanin (clarinetto) e Melissa Pomoceni (violino).

Foto 2 (qui sopra): L’artista Federigo Bencini, al centro, fra le figlie Sandra Bencini Fani, a sinistra e Silvia Bencini Cerbai a destra, durante la mostra di “Icone Sacre” del padre all’interno dell’Oratorio di Sant’Omobono.

Change privacy settings
×