Borgo San Lorenzo

Comune, Cinque Stelle, Casa Spa e Pd. Polemica ‘infuocata’…

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Polemica e duro ‘botta e risposta’ a quattro tra Movimento Cinque Stelle di Borgo San Lorenzo, Comune di Borgo, Partito Democratico e Casa Spa. Tutto è nato dalla nota dei Cinque Stelle sull’approvazione del piano di vendita delle case popolari di Borgo San Lorenzo, cui poi hanno risposto, chiamati in causa, Comune di Borgo e Casa Spa. Li riportiamo tutti in maniera integrale, in modo che i lettori possano farsi direttamente un’opinione:  

Il Consiglio Comunale del 23 luglio ha approvato un piano di vendita delle case popolari (in gergo burocratico ERP) del Comune di Borgo San Lorenzo e gestite da CASA Spa. Svelta ed efficiente la Giunta Omoboni, vero?

Macchè, si tratta semplicemente di un adempimento obbligato in forza della legge regionale 5/2014 che dava ai comuni un termine per fare un piano di dismissioni che scadeva il 29 luglio per cui tutte le nuove giunte (per esempio anche Firenze e Scarperia e San Piero) hanno dovuto deliberare sul tema in fretta e furia per non fare arrabbiare i capi della Regione che hanno diritto di vita e di morte sulle carriere politiche degli amministratori comunali.

E che soprattutto va nell’interesse di CASA Spa, l’ennesima municipalizzata targata PD che gestisce gli ERP dei Comuni e che probabilmente, in tempi di tagli di bilancio, ha bisogno di denaro fresco per alimentare le sue clientele.

A Borgo questo adempimento è stato fatto davvero male:

  1. In primo luogo perché il piano di dismissione è stato predisposto da CASA Spa a suo uso e consumo e già questo pone un problema: perché CASA Spa e non gli uffici comunali? Gli immobili sono di proprietà del Comune: perché un fornitore (qual è di fatto CASA Spa) si arroga il diritto di decidere dei beni del cliente?
  2. Poi perché il Segretario Comunale ha dovuto correggere di sua mano e con una lettera alla Giunta il piano così malamente predisposto.
  3. Quindi in commissione ed in consiglio, quando alcuni consiglieri di maggioranza hanno dichiarato apertamente le loro perplessità e hanno esteso la discussione al tema della gestione dell’ERP da parte di CASA Spa di cui alcuni hanno dichiarato (in buona fede ma sollevando leciti dubbi sulla loro competenza) di avere ignorato fino a quel punto l’esistenza.

Ovviamente Omoboni ha taciuto e la Bonanni si è limitata a rispondere con una frase stringata (se non ci credete leggete il verbale) che ha confermato la sua ampia ignoranza del tema (del resto se una professionista della medicina viene investita della responsabilità di gestione di problematiche legali e immobiliari, la sua incompetenza è colpa sua o di chi le dà l’incarico?).

Adesso però si apre un giallo sul comunicato stampa dell’Amministrazione Comunale del 24 luglio che parla di 29 immobili destinati alla vendita. Come 29? La delibera sottoposta al voto e pubblicata sull’Albo on Line del Comune ha un allegato con soli 11 ERP che il Comune mette in vendita.

Delle due l’una:

  1. O la confusione della Giunta sul tema continua, e già questo sarebbe un male visto che si tratta delle case dei cittadini più bisognosi e che ciò dimostra che la sudditanza dei nostri amministratori rispetto ai “poteri forti” è tale che non leggono nemmeno quello che deliberano;
  2. oppure c’è la volontà della Giunta di forzare la delibera di Consiglio e di vendere più case popolari di quanto autorizzato. A chi gioverebbe ciò? Ma è ovvio, a CASA Spa, che oltretutto ha con il Comune un contratto di servizio sulle cui condizioni, a specifica domanda, l’Assessore competente in Consiglio ha elegantemente glissato.

Le dichiarazioni di Omoboni e Bonanni sono inquietanti e chiediamo loro di chiarire immediatamente se si tratta di un mero errore o se il piano effettivo di dismissione degli ERP è diverso da quello approvato dal Consiglio. Non molleremo la presa su questo tema perché è bene ricordare che le CASE POPOLARI SONO BENI PUBBLICI, SONO PATRIMONIO DEI BORGHIGIANI E NON DEL PD.

Noi abbiamo votato contro la delibera per molti motivi:

  1. la selezione delle case da vendere è stata fatta senza riguardo alle persone che le abitano per cui, date le garanzie previste dalla legge regionale per gli inquilini, è probabile che molte di esse non potranno essere vendute;
  2. se tuttavia qualche inquilino non rientrasse nelle fasce garantite, il Comune gli butterà addosso un problema di difficile soluzione: essere obbligato a comprare e poi ristrutturare l’immobile, in una fase economica così difficile, o entrare in un giro di “trasferimenti di abitazione” di cui si conosce l’inizio ma non la fine?
  3. per la vendita occorrono adempimenti burocratici (classe energetica, regolarità impianti, ecc.) che queste case non hanno e che comporteranno oneri per il Comune che ridurranno già i magri incassi;
  4. sono state scelte le case più vecchie e malandate, per cui i ricavi della vendita saranno esigui e non sufficienti a consentire l’imaginifico programma di reinvestimento promesso dal Sindaco (per esempio: le due case di Casaglia inserite nel piano, costruite nel 1930, fuori norma, da ristrutturare, quanto potranno mai valere? Quale ristrutturazione di altri edifici potranno mai finanziare?);
  5. soprattutto non è chiara la gestione finanziaria del piano: a chi vanno gli incassi, al Comune o a CASA Spa? In questo secondo caso, CASA Spa deve reinvestire i proventi a Borgo o nella sua area di competenza che comprende anche altri comuni? Il piano finanziario, di cui si parla nella delibera di approvazione, è già stato predisposto almeno nelle linee generali e comunicato alla Giunta che si assume la responsabilità dell’operazione o verrà lasciato alla consueta discrezionalità e tempistica della municipalizzata (Publiambiente Docet)?
  6. non viene affrontato, se non con dichiarazioni di facciata, il tema della verifica delle assegnazioni, soprattutto verso stranieri possessori di case nel loro paese che superano in graduatoria i cittadini italiani bisognosi.

Infine: non vorremmo che con questo “atto dovuto” l’Amministrazione Comunale considerasse concluso il suo intervento sul tema del disagio abitativo che ha bisogno di ben altra attenzione. Borgo San Lorenzo rientra di fatto nei comuni ad alta tensione abitativa, il problema è grave: occorrono decisioni serie, basate su una strategia chiara, coerenti con le necessità del territorio e non dettate dai diktat regionali e di CASA Spa. Noi abbiamo presentato un’ampia piattaforma di proposte che facevano parte del programma elettorale: è lecito chiedere alla Giunta di prenderle in considerazione, anche solo per trarne spunti operativi?

Noi comunque non ridurremo l’attenzione su questo tema. Rinnoviamo l’invito alla Giunta, che pure ha elementi di novità ed eterogeneità rispetto al quadro politico toscano, a ricercare in Consiglio la forza politica per opporsi all’omologazione che le viene imposta dall’alto. Si presenti in Consiglio con proposte “alte”, motivate, coerenti con le situazione locali, aperte al contributo delle minoranze: noi ci saremo con la nostra passione e competenza, non sfuggiremo alla responsabilità di mettere la faccia ed il voto su decisioni giuste.

Seguite la nostra attività sul sito www.mugello5stelle.it, sulla pagina FB di Matteo Gozzi e contattate il nostro consigliere comunale con la mail dilloamatteo.m5s@gmail.com.

La replica dell’amministrazione comunale di Borgo:

Da una parte: impegno, responsabilità, trasparenza. Dall’altra: pressapochismo, insinuazioni, polemiche gratuite. Da una parte: il sindaco e gli assessori del Comune di Borgo San Lorenzo. Dall’altra: il Movimento 5 Stelle con il capogruppo in Consiglio comunale Matteo Gozzi. Che nelle ultime uscite tiene un atteggiamento che è distante mille miglia dal compito pubblico che ha assunto quando è stato eletto consigliere comunale. Quello di rappresentare la comunità locale, i cittadini. Anche in queste ennesima nota non si scorge per niente quello spirito collaborativo che il consigliere 5 Stelle manifesta in Consiglio e i commissione. Si grida “al lupo, al lupo”, si sa però come finisce quella novella. Si fanno insinuazioni, si fa polemica, si lanciano accuse, alcune delle quali al limite della diffamazione. E, ancor più banalmente, si fa confusione: come sul numero degli alloggi in vendita. Che sono 29; 11 sono i fabbricati, per essere precisi, gli immobili dove si trovano gli alloggi. Basterebbe leggere bene gli atti per rendersene conto. Invece, ecco un numero diverso e si “apre un giallo”… C’è la magagna, si strilla. Una tempesta in un bicchier d’acqua,“semplicemente”. Potremmo dire. Invece è un fatto grave. Perché la nota è piena di strumentalizzazioni, insinuazioni più o meno esplicite, affermazioni che rasentano la diffamazione. Si fa polemica su un settore delicato, su un disagio. Le scelte assunte dall’Amministrazione sono state illustrate nel dettaglio dall’assessore Bonanni in commissione consiliare, dove era presente il consigliere Gozzi, e anche in Consiglio sono state fornite informazioni. Scelte assunte con responsabilità, in modo trasparente, nel rispetto delle persone, vagliando caso per caso. Lo vogliamo ribadire: questo è un piano di vendita che non serve a far cassa, perché il ricavato, come previsto dalla legge regionale, servirà a riqualificare, rigenerare alloggi popolari da assegnare a cittadini che ne hanno bisogno. Nessuno resterà senza casa. E’ un punto fermo, un impegno preso in Consiglio e col Consiglio. In Consiglio, peraltro, il consigliere Gozzi ha fatto intendere di essere a conoscenza di casi e situazioni irregolari, allora lo invitiamo a fornire informazioni agli organi competenti se ne ha, perché è dovere di un amministratore pubblico farlo. Noi, per essere chiari, i controlli li stiamo facendo, e li abbiamo intensificati. Comunque, non ci vogliamo occupare delle polemiche del M5S; piuttosto ci vogliamo preoccupare dei problemi della gente. Delle persone. Questo è il nostro impegno, e lo vogliamo onorare. Vogliamo concludere con una buona notizia, da tanto e da tanti attesa: nell’area degli ex macelli sono partiti i lavori per la costruzione di 20 nuovi alloggi Erp. Già si vedono le fondamenta.

E la replica articolata da parte di Casa Spa:

Comunicato Stampa Casa SpA in risposta al Comunicato di Matteo Gozzi, Consigliere Comunale e portavoce Movimento 5 Stelle Borgo San Lorenzo

 Le dichiarazioni del Consigliere Comunale Gozzi, espresse nel comunicato stampa del 29.7.2014, e le altrettante dichiarazioni rilasciate e registrate durante il Consiglio Comunale  di Borgo San Lorenzo del 23.7.2014 dal Consigliere Gozzi e a noi riportate saranno sottoposte a valutazione legale.

In particolare si risponde al comunicato stampa del 29 luglio, partendo dalla benevola ipotesi che il Portavoce M5S di Borgo San Lorenzo sia solo affetto da profonda disinformazione, espressa con linguaggio liquidatorio e apodittico – becero, direbbe qualcuno –  che non ha portato neanche a grandissimi risultati elettorali.

Se cosi non fosse per ciò che riguarda le presunte malefatte di CASA S.p.A. la risposta corretta sarebbe invece una querela per diffamazione.

Quindi il Consigliere Gozzi risulta o totalmente disinformato, rispetto alla realtà dei fatti o in malafede, auspicando che si tratti solo di non conoscenza della realtà per mancanza di approfondimento, ci pare opportuno continuare a dare, come sempre, delle informazioni sull’attività che svolgiamo.

Casa SpA è stata costituita nell’ottobre 2002 e ha iniziato la sua attività da marzo 2003, in continuità con l’attività svolta fino a quel momento dall’ATER Firenze e prima di esso dallo IACP di Firenze, fondato nel 1909. Quindi una storia di gestione pubblica del patrimonio di case popolari di oltre 100 anni. Casa SpA è un’azienda a totale capitale pubblico dei Comuni dell’area fiorentina e quindi anche del Comune di Borgo San Lorenzo. Con i Comuni esiste un contratto di servizio che disciplina interamente l’attività svolta e che dovrebbe essere noto al Consigliere Gozzi, anche se dimostra con le sue dichiarazioni di non averlo ancora letto.

Casa SpA ha, da quando è stata costituita, i bilanci in ordine ed in attivo producendo utili per i Comuni soci. Il servizio svolto è di gestire, progettare e costruire le case popolari, mentre le assegnazioni, le mobilità, le revoche e gli sfratti sono decise dall’Amministrazione Comunale, secondo la Legge e non secondo criteri arbitrari.

Le nostre pratiche sono sempre improntate alla totale trasparenza, basti vedere il nostro sito, alla sobrietà e alla rigorosa applicazione delle Leggi a partire da quelle sui Lavori Pubblici,  per quanto riguarda l’attività di manutenzione del patrimonio e le nuove costruzioni.

Rispetto al contenuto specifico del Comunicato stampa di Gozzi lo informiamo che:

1) Il Piano di alienazione è richiesto e puntualmente disciplinato, nelle finalità di vendita, nei prezzi e nel reinvestimento dalla LRT 5/2014;

2) la formulazione del piano è di competenza dei Comuni “in forma associata di LODE”;

3) il LODE ha dato le direttive di dettaglio sulla formulazione del piano;

4) CASA S.p.A. ha fornito i dati conseguenti ai criteri LODE;

5) i singoli Comuni hanno deliberato, in modo vario: decidendo di non vendere niente, riducendo i numeri, incrementando con altre unità immobiliari, sempre nel rispetto dei criteri di legge; del resto qualcosa di simile si legge anche nel comunicato, a proposito di Borgo San Lorenzo.

6) in forma associata LODE verrà dato il via alla proposta di piano, soggetto all’approvazione regionale;

7) le entrate da vendite sono per legge interamente destinate al reinvestimento in manutenzione e realizzazione di edilizia residenziale pubblica (ERP);

8) CASA S.p.A. non ha ovviamente alcuna partecipazione agli introiti per vendite; gli incassi vengono destinati al patrimonio comunale;

9) peraltro CASA S.p.A. non ha neppure problemi di bilancio (che è attivo da sempre) né – per sua stessa natura – “clientele da alimentare”; i clienti di CASA S.p.A. sono per statuto unicamente i Comuni, che ne sono anche i proprietari;

10) le condizioni – decisamente favorevoli per i Comuni – del Contratto di Servizio sono leggibili dal contratto stesso, pubblicato con evidenza sul sito di CASA S.p.A., con trasparenza informatica che il Portavoce M5S non potrà che apprezzare.

La nota del Partito democratico:

Il consigliere del Movimento 5 Stelle negli ultimi comunicati stampa fa esattamente il contrario di quello che cerca, non convincendoci, di farci credere. Sventola ogni volta il tentativo di collaborazione tra maggioranza e opposizione in consiglio comunale, e, in ogni sua dichiarazione, spesso al limite della querela, grida al complottismo, taccia la giunta di incompetenza e di asservimento a chissà quali poteri. La forza di questa maggioranza, della giunta e del Sindaco deriva dalla scelta che hanno fatto i cittadini alle elezioni, dalla fiducia espressa e dalla responsabilità che ne consegue, e non da oscuri complotti; possiamo capire che questo dispiaccia parecchio a Gozzi che si diletta in macchinazioni sfoggiando una fervida immaginazione, però dovrà farsene una ragione. Sia chiaro: la disponibilità del Partito Democratico con le opposizioni rimane intatta, ma certo non con chi, come il Movimento 5 Stelle, non sa fare altro che diffamare senza nemmeno il coraggio di entrare nel merito degli atti e delle delibere che si trova a valutare in nome dei cittadini borghigiani. Ricordiamo che se si teorizzano comportamenti illegali si denunciano alle procure e non certo con comunicati stampa e interventi sterili e privi di fondamento, quando non sono gravi e pesanti. Da noi, pieno e ampio spirito collaborativo. Speriamo che le altre opposizioni in consiglio possano e vogliano distinguersi, perché questo atteggiamento non solo non ha nulla di collaborativo, ma certamente non porterà ad alcun buon risultato per Borgo San Lorenzo. E invece è proprio questo che ci chiedono i borghigiani: risultati. Amministrare bene, perché Borgo è di tutti. IL GRUPPO DEL PARTITO DEMOCRATICO BORGO SAN LORENZO

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