E’ fiducioso Giampiero Mongatti, sindaco di Barberino e delegato all’edilizia scolastica per la Città Metropolitana. Dopo l’avvio dei lavori (ieri 9 maggio) per la ristrutturazione del piazzale del Chino Chini e la realizzazione di un parcheggio al servizio della scuola, si è detto soddisfatto perché «si andrà risolvendo una situazione molto sentita dalla popolazione, che non può continuare: né dal punto di vista funzionale, per i ragazzi e le loro attività, né da quello estetico». Vinta la gara d’appalto a inizio marzo, ad occuparsene è una ditta di Fiesole, la Società Bartoli Silvano srl. Per il completamento si prevedono 120 giorni, con un costo di circa 136 mila euro. «Per non interferire con l’orario scolastico e i ritmi degli studenti – ha continuato il sindaco – abbiamo calendarizzato gli interventi. A settembre il piazzale sarà fatto». Altro faccenda è quella degli spogliatoi. A breve, si parla di giugno, anche lì si andrà verso un rinnovamento. I fondi ci sono: grazie ai programmi di alienazione – cioè la vendita dei beni mobili ed immobili dell’ex-Provincia – e una convenzione con la Città MET «riattivata l’anno scorso e man mano ampliata, dopo anni in cui sostanzialmente ristagnava senza essere utilizzata», e grazie alla quale è possibile investire direttamente soldi pubblici sulla scuola. Con due vantaggi: velocità e maggiori garanzie di qualità. Da gennaio sarebbero arrivati circa 400 mila euro. C’è poi un piano per impegnarsi, concretamente, anche su questioni più spinose come quelle dei prefabbricati, dei bagni in cattive condizioni, dell’assenza di aule capienti e consone all’attività. Mongatti ha cercato di fare chiarezza: «Su certe opere mancavano i progetti, e se c’erano abbiamo dovuti scartarli: siamo dovuti andare anche per esclusione. E’ importante capire questo: senza un progetto valido non si accede al bandi regionali o nazionali per l’edilizia scolastica. Ora però abbiamo preso la strada giusta e riusciremo a intervenire. Dopo tanti anni in cui è rimasti fermi a zero, ora siamo a uno. I soldi vanno trovati, ma ci stiamo muovendo bene». In sostanza «nella bozza, si tratterebbe di realizzare corpi aggiuntivi nuovi, comunque collegati a quelli vecchi. Anche per venire in contro al personale ATA». Molti meno dubbi sul Giotto Ulivi. Il liceo, dove dal 2010 per un adeguamento agli standard di costruzione le operazioni sono sospese, vedrà presto le colonne antisismiche allacciate all’edificio. «Contrattualmente, entro il 30 giugno si dovrebbe poter mettere la parola fine. Sono strutture importanti (solo per 1/3 visibili, per il resto sepolte sotto terra), necessarie per la sicurezza della scuola e frutto di un investimento significativo: oltre un milione di euro. Per questo si va verso la risoluzione del problema: non è più possibile non occuparsene».













