In questi ultimi tempi un caldo torrido, poche piogge e un arido tremendo che mette in rischio le coltivazioni, hanno colpito l’Italia e naturalmente la TV e i mezzi di comunicazione ci inondano scene in grande evidenza con fiumi in secca, (la Sieve invece è ancora bella larga), laghi notevolmente sotto misura, torrenti e rivoli ormai secchi, per la disperazione dei coltivatori e dei contadini che vedono i loro prodotti andare in malora. Molti addetti ai lavori (cioè gli scienziati di meteorologia) dicono che la colpa è del degrado ambientale e dell’effetto serra, altri invece raccontano che nel corso dei tempi la siccità si è fatta sentire sovente volte, come dimostrano testimonianze scritte. Per questo motivo apriamo il diario manoscritto dell’antica famiglia Paladini, coloni da oltre 400 anni (erano gli avi dei viventi amici Agostino e Luigi), che il loro babbo, il caro Raffaello, ci regalò una quarantina di anni orsono e che abbiamo letto non sappiamo quante volte per le tante notizia che riporta, non solo dei saldi e dei conti del podere (sempre in debito povera gente!!), ma anche notizie storiche sia della famiglia sia della storia in generale del Mugello: “una chicca”. Il diario inizia nel 1729 e termina nel 1971 quando i Paladini lasciarono la loro atavica casa colonica a Rimorelli, vicino alle Piscine Comunali, purtroppo fatiscente ed ormai crollata in parte. Ecco quello che scrive, nell’anno 1837, Lorenzo Paladini, ( uno dei rarissimi coloni che sapevano scrivere!!), avo in linea diretta dei sopracitati citati Agostino (“Gosto” per gli amici) e Luigi: “ – L. Anno 1837. Un alido (arido), che non si poteva seminare il grano. Che dal di 24 di luglio fino a di 29 d’agosto e dal di detto fino a dì 27 ottobre, mai non piovve, ne travaglioli (!!) ne altre semenze non si potevano fare. Queste sono memorie. Io Lorenzo Paladini. Scoperta la sacra Immagine del SS. Crocifisso, tre giorni dopo piovve subito per il detto bisogno -“. Profonda questa fede popolare di un tempo che fu e lo stesso Lorenzo Paladini tre anni prima, 1834, scriveva “che piovve e grandinò di molto tempo, e la Sieve dette di fora, allagò i campi e portava via le manate del grano”. In questo diario ci sono poi tante cose simpatiche e anche drammatiche (Raffaello anche se non più contadino a Rimorelli, seguitò di suo pugno il diario dei suoi avi annotando diversi episodi accaduti fra gli anni ’60, ’70 ’80 del ‘900), davvero preziose per la storiografia del territorio, come quello, tanto per citarne un altro, il diario manoscritto di Pio Chini dal 1838 al 1910. Piccole-grandi storie di un tempo che fu. Foto 1 (qui sopra): Anno 1837. Particolare del diario manoscritto della famiglia Paladini con lo scritto citato nell’articolo. Foto 2 (in alto): Anno 1986. L’antico podere dei Paladini a Rimorelli. La casa colonica è quella con il loggiato a tre archi Foto 3: Anno 1988. Raffaello Paladini con il suo triciclo in piazza Martiri della Libertà a Borgo San Lorenzo














