Le vicende che coinvolgono la tenuta medicea di Cafaggiolo, in Mugello, e il complesso di Costa San Giorgio, a Firenze, mostrano dinamiche parallele che sollevano interrogativi rilevanti sul rapporto tra grandi investimenti privati, tutela del patrimonio storico e interesse pubblico. A distanza di anni dalla presentazione del progetto “Il sogno di Cafaggiolo”, promosso nel 2017 con il sostegno della Regione Toscana come intervento di alta gamma rivolto a un turismo di lusso internazionale, il percorso appare oggi segnato da rallentamenti e criticità che ne hanno compromesso l’attuazione. Una situazione analoga si registra a Firenze, dove l’intervento immobiliare previsto negli ex conventi della Scuola di Sanità Militare, a ridosso di importanti beni medicei, risulta fermo nonostante il via libera amministrativo concesso oltre quattro anni fa.
In questo contesto si inserisce l’incontro tra l’associazione fiorentina Idra, promotrice del processo partecipativo “Laboratorio Belvedere”, e la sindaca di Barberino di Mugello, Sara Di Maio. Il colloquio ha consentito un confronto sullo stato dell’arte del progetto di Cafaggiolo e sulle possibili strategie di revisione, anche alla luce delle criticità emerse e della mancata firma della convenzione attuativa da parte dell’investitore. Secondo quanto emerso, il nuovo Piano Operativo comunale prevede criteri più stringenti in materia di consumo di suolo e tutela del paesaggio, sviluppati in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.

'Dopo tre crolli, vietato ricostruire', la targa dell’editto di Cosimo I del 1565 tuttora presente in via de’ Bardi, particolare

Il dibattito mette inoltre in discussione l’impostazione originaria, orientata alla creazione di strutture di lusso in contesti riconosciuti come patrimonio dell’umanità Unesco, sollevando dubbi sulla compatibilità tra fruizione esclusiva e valore universale dei beni culturali. Idra ha ribadito la necessità di un riuso socialmente sostenibile, capace di restituire questi luoghi alla collettività, evitando soluzioni privatistiche che limitino l’accesso e la fruizione visiva e culturale.
L’incontro si è concluso con l’impegno reciproco a proseguire lo scambio di documentazione e a mantenere aperto un canale di collaborazione. L’obiettivo condiviso resta quello di evitare ulteriori dilazioni nei tempi di recupero e valorizzazione di un patrimonio architettonico di straordinaria importanza, promuovendo modelli di intervento più coerenti con le esigenze di tutela, partecipazione e interesse pubblico.
Il complesso dei Conventi e del Monastero a Costa San Giorgio, già caserma Vittorio Veneto, da est










